Serie A: 3 giornate e 30 giocatori fuori, quando a farla da padrone è l'infortunio

In serie A si sono giocate appena tre giornate di campionato, ma più che di goal, di giocate od anche dei nuovi moduli che gli allenatori propongono, si è parlato soprattutto di infortuni, che non hanno risparmiato nessuna squadra, coinvolgendo sia attori principali che secondari. Ad oggi sono una trentina i calciatori fermi ai box

Pepito Rossi, capofila di una lista di infortunati quasi infinita

L'infortunio sembra essere il tratto più marcato di questo avvio di stagione in serie A. Un problema che finora non ha risparmiato nessuna delle partecipanti al massimo campionato, con alcuni calciatori che non sono ancora riusciti a mettere piede in campo, alcuni che lo hanno fatto, timidamente e per pochi minuti, solo nell'ultima giornata ed altri che si sono infortunati proprio durante le gare dei primi tre turni.

Un fenomeno che ha costretto molti allenatori a variare i moduli ed inserire nuovi giocatori, e che forse avrà come unico lato positivo la possibilità di crescita per alcuni che al momento dell'avvio di Campionato erano destinati ad uno spazio marginale. Le rose delle varie formazioni sono molto ampie, ma quando si ha a che fare come Roma e Lazio con 6 giocatori colpiti da infortunio, sicuramente i problemi non mancano, anche se la tendenza da parte dei tecnici è quella di non nascondersi dietro il "dito" rappresentato dall'alibi delle assenze, anche per dare un segnale di forza a tutta la loro rosa. Le squadre della capitale sono senza dubbio le più colpite, con la Roma che ha dovuto fare a meno del neoacquisto Astori, di Borriello, De Rossi e Castan, ai quali si sono aggiunti Iturbe e Uçan (tralasciando i lungodegenti Strootman e Balzaretti, quest'ultimo a rischio ritiro); non sta meglio la Lazio, con Pioli costretto a non poter schierare l'argentino Biglia, Cataldi, Basta, Gentiletti (legamento saltato e torneo fortemente a rischio), Radu ed Alvaro Gonzalez.

Anche in casa Juventus comunque non si ride perché Allegri non ha ancora potuto dare minuti ad Arturo Vidal, rimasto in bianconero dopo un'estate difficile dal punto di vista del mercato, ha ritrovato solo per alcuni minuti l'ex Real Madrid, Morata, e deve fare a meno ancora di Pirlo, Marrone e Caceres. Il tutto quando manca poco più di una settimana al big-match tra Bianconeri e Giallorossi, con Garcia ed Allegri che sperano di recuperare almeno qualcuno degli infortunati. Guai grossi anche in casa viola, con la maledizione degli attaccanti che sembra riproporsi anche quest'anno. Montella dopo l’infortunio di Rossi, che ha costretto lo sfortunato attaccante azzurro ad un'altra operazione con conseguenti 4 / 5 mesi di stop, ha perso per almeno tre settimane anche il tedesco Gomez, che non aveva segnato nelle prime tre apparizioni in campionato e necessitava di mettere minuti nelle gambe per ritrovare la migliore condizione. Situazione simile al Milan che ha presentato proprio nell'anticipo di campionato di ieri ad Empoli lo spagnolo Torres, arrivato in questa sessione di mercato dal Chelsea; El Nino ha anche segnato uno dei due goal che hanno permesso alla squadra di Inzaghi di raggiungere il pareggio sul campo toscano, confermando di essere quanto mai importante per l’attacco milanista, così come El Shaarawy, anche lui rientrato da poco, ma lontano dalla forma migliore. A fronte dei rientri, i Rossoneri devono però lamentare gli infortuni di Diego Lopez, sostituito in porta da Abbiati, Montolivo ( infortunatosi a qualche giorno dal mondiale e in campo non prima di Novembre), Alex e di Saponara.

Tra gli altri infortunati, ci sono poi i nomi di De Feudis, Biabiany, Izco, Pegolo, Eriksson, Gabriel Silva, Paletta, Basha, Farnerud, Mchedlidze, Scuffet, Muñoz, Cassani, Domizzi, Giancarlo Gonzalez, Manfredini, Nocerino e Bidaoui. Una serie di forfait dalle diverse ragioni, da muscolari a tendinei, da distrazioni a contusioni più o meno gravi; sicuramente una questione da analizzare con attenzione da parte degli staff medici delle società, per una serie A non più spettacolare e vicente come un tempo, ma non meno usurante per i suoi protagonisti.