La serie A dà i numeri e sono tutti in rosso E Facebook ci punisce

Il Milan guida i club italiani nel ranking Uefa però è solo 11°.  La Juve svetta per fatturato ma è la metà del Real. E ora i social...

La prima sciabolata ce l'ha tirata uno dei nostri, il ct della Russia Fabio Capello a metà febbraio: «Le squadre italiane in Champions fanno fatica perché la serie A non è abbastanza competitiva, dunque non è allenante. Basta guardare la classifica, la scorsa estate Roma, Napoli e Fiorentina, le prime inseguitrici della Juventus, hanno venduto all'estero Lamela, Cavani e Jovetic, i loro elementi migliori, quindi si sono indebolite mentre la Juventus ha acquistato Llorente e Tevez».
La seconda c'è arrivata ieri su spunto del nostro ct Cesare Prandelli in conferenza stampa: «Campionato italiano in crisi? Non siamo più i migliori, la Serie A è un campionato dove negli ultimi tre anni la Juve ha sovvertito ogni pronostico e fa un campionato a sé. Le altre hanno cambiato tanto, con tanti stranieri, e forse questo è un problema. Quattro giocatori straordinari sono stati venduti all'estero, ma non giocano titolari da altre parti. Dobbiamo anche rivedere il giudizio sui giocatori del nostro campionato».
Tutti alla ricerca dei quattro giocatori straordinari ceduti all'estero che però non giocano mai: Jovetic, Lamela, Nocerino Ramirez, Borriello? Magari Edinson Cavani. El Matador, ultimo capocannoniere della serie A con 29 reti, al Psg sta pagando il modulo di Laurent Blanc e un super Ibrahimovic, ma è fuori per un problema muscolare che secondo L'Equipe potrebbe costargli un lunghissimo stop.
Comunque i due ct ci hanno fatto sapere che il nostro campionato è scarso, i giocatori della nostra serie A sono sopravvalutati e i nostri club tirano pacchi. Il più triste spettacolo del week end, e per fortuna non hanno tirato in piedi le polemiche arbitrali, il disastro stadi, i bilanci societari, scendendo fino alle beghe familiari e di spogliatoio.
Le cifre purtroppo non aiutano, la prima italiana nell'attuale ranking Uefa è il Milan, undicesimo, dietro fra le altre a Benfica, Atletico di Madrid, Valencia e Porto, l'Inter è tredicesima, la Juventus 23ª, il Napoli 30° preceduto da Basilea, Rubin Kazan, Cska e Olympiacos.
Il fatturato fa male agli occhi leggerlo. Il Deloitte Football Money League è una classifica che viene stilata in base alle entrate delle operazioni finanziarie dei club, compilata dalla più grande azienda di servizi di consulenza e revisione del mondo. Il nostro primo club in classifica è la Juventus, peraltro unica italiana che abbia migliorato la posizione rispetto alla stagione 2011/12, da decima a undicesima, comunque con un fatturato quasi la metà del Real Madrid. Il Milan decimo è peggiorato di due posizioni, l'Inter 15ª di tre, 19ª la Roma, 22° il Napoli. Spicca il 28° posto della Lazio che ha migliorato di ben 31 posizioni ma resta un quinto del Madrid che ha il parco giocatori con il valore più alto, oltre il doppio rispetto a Inter e Milan.
Non ce la caviamo neppure nella classifica dei fan su Facebook, roba non solo per adepti ma indice ritenuto più che autorevole per valutare la portata e le dimensioni dei brand a livello mondiale. Insomma la visibilità del club, di conseguenza il costo per un potenziale sponsor che vuole abbinare il proprio nome alla maglia. La stila Football Finance e qui si salva solo il Milan, quinto, la Juventus undicesima, l'Inter 21ª, in una classifica che tiene conto di tutti i club del mondo, primo extraeuropeo il Boca Juniors 12°. Per trovare un primo posto dobbiamo rifarci alla tradizione, in una classifica dei numeri uno che tiene conto degli ultimi 25 anni di calcio, Gigi Buffon è al primo posto davanti a Casillas, van der Saar, Schmeichel, Kahn, Cech, Chilavert, Zenga, Zubizarreta e Taffarel. Che belle quelle partite dove si soffre e poi si soffre ancora, il nostro portiere fa i miracoli e ci salva. È questo il vero calcio. Di Deloite, Futebol Finance e tutto il resto a noi frega zero, quattro mondiali.

Commenti

manolito

Mer, 05/03/2014 - 13:11

TIRANO UN CALCIO AD UN PALLONE NON SONO CHIRURGHI O RICERCATORI PROFESSORI O ASTRONAUTI,FANNO QUELLO CHE TUTTI SANNO FARE --PAGATELI NORMALE ,NON CI STANNO VADANO A LAVORARE ,MA DUBITO SIANO CAPACI DI FARE ALTRO.-è SOLO LA TELEVISIONE CHE LI SOPRAVVALUTA A DISMISURA ,E I BEOTI ABBOCCANO ,COMPRANO DI TUTTO E GLI ALTRI SGHIGNAZZANO-CI SONO SPORT CHE VALGONO MPLTO PIU DI QUESTA IDIOZIA BASTA ANDARCI--