Il Settebello ci prova, l'Ungheria è troppo forte

Non è l'Europeo della pallanuoto italiana. A Budapest il Settebello meriterebbe di giocarsela ai rigori, perde 8-7 dall'Ungheria campione del mondo, favorita e un tantino più forte. Gli azzurri sono rimandati alla finale per il terzo posto (domani), come il Setterosa, in campo oggi (16.30, Raisport1) per il bronzo contro l'Ungheria, sconfitta a sorpresa dalla Spagna.

Le alchimie di Sandro Campagna non bastano, rispetto al mondiale di un anno fa ci sono miglioramenti, manca sempre forza offensiva. L'Italia raggiunge il 3 pari a metà secondo tempo con una difesa super, come nel 2011 quando arrivò il titolo mondiale e come per l'argento di Londra 2012. Il momento chiave è prima dell'intervallo quando Mavaras tocca con la testa ai due metri, l'azione sarebbe da fermare, invece propizia il 5-3 da fuori. Per fortuna Valentino Gallo (2 gol) sigla il meno 1 a fil di sirena. Alla ripresa i magiari avanzano sul 6-4, Figlioli manca la porta, emergono i limiti abituali di una rosa non così talentuosa. Arriva però il gol da fuori di Alex Giorgetti, nato nella capitale magiara: la sua vita è svoltata 4 anni fa con la conversione, un pellegrinaggio a Medjugorie gli ha cambiato anche la storia pallanotistica. Con il passare dei minuti, l'obiettivo diventano i rigori, non sono previsti supplementari.

In acqua c'è bagarre, aumentano fallosità e tensione, affiora l'inesperienza di Velotto e Fondelli, per fortuna Benedek chiama il timeout al momento sbagliato, facendo annullare il +2. A 3' dal termine il 6 pari, al culmine di un'azione paziente in superiorità numerica, firmato da Stefano Luongo, il ligure che a dicembre fu in fin di vita per una peritonite non riconosciuta. Giacoppo viene escluso definitivamente e il raro errore del portiere Tempesti (che poi cerca la rissa) vale il 7-6. A -2' pareggia con il centroboa Aicardi, Figlioli recupera e proprio Aicardi manca il vantaggio. Decide Varga, miglior giocatore al mondo, un anno fa.