La sfida di Carlo Magno: trionfare in Bundesliga per un "poker" da sogno

Dopo Serie A, Premier e Liga, Ancelotti vuole il titolo per eguagliare Happel, il Trap e Mou

Quello che la Juventus ha fatto in estate con Pjanic e Higuain, ovvero indebolire le dirette concorrenti per il titolo, in Germania per il Bayern Monaco rappresenta una prassi ormai consolidata. Dopo i vari Neuer, Mandzukic, Gotze e Lewandowski, quest'anno è arrivato il momento di Mats Hummels, destinato a ricomporre in Baviera, accanto a Jerome Boateng, la coppia difensiva della nazionale tedesca.

Il fatto che tre dei cinque giocatori sopra citati provengano dal Borussia Dortmund non è causale: nelle ultime stagioni i gialloneri sono stati gli unici avversari credibili del Bayern nella lotta per il titolo, e tutto lascia presupporre che andrà così anche per l'edizione numero 54 del massimo campionato tedesco, il cui fischio di inizio è previsto stasera con l'anticipo tra Bayern Monaco e Werder Brema. Sarà il debutto all'Allianz Arena per Carlo Ancelotti, dopo quello assoluto sulla panchina del Bayern avvenuto lo scorso 14 agosto con il successo nella Supercoppa tedesca, la prima dopo le tre consecutive perse sotto la gestione Guardiola.

Dal 2013 il Meisterschale finisce regolarmente a Monaco, e la tradizione è destinata a proseguire con Ancelotti. Il curriculum del tecnico di Reggiolo parla da solo, e un eventuale successo in Bundesliga gli permetterebbe di affiancare Happel, Mourinho e Trapattoni (quest'ultimo attualmente l'unico italiano ad aver vinto la Bundes, nel 96-97 con il Bayern) nella graduatoria dei tecnici tetra-campioni, ovvero capaci di vincere il campionato in quattro paesi diversi. Solo lo slavo Ivic ha saputo - con cinque - fare meglio, anche se non ha mai conquistato il titolo in nessuno dei quattro tornei top d'Europa.

Bayern quindi squadra da battere, forte di un potere economico senza pari, ma anche della capacità di saper investire bene i propri soldi. Ogni anni, accanto a un campione, arriva un giovane di grandi prospettive: dopo Thiago Alcantara, Bernat e Coman, in estate è toccato a Renato Sanches, fresco campione d'Europa con il Portogallo. Il Borussia Dortmund ha risposto con una rivoluzione da 100 milioni di euro (incassati e reinvestiti): via a peso d'oro Mkhitaryan, Gundogan e il citato Hummels, dentro Schurrle. Guerreiro, Bartra, il talentino Mor e il figliol prodigo Gotze.

Un gradino più sotto il Bayer Leverkusen, i cui principali punti di forza sono l'impianto collaudato (sono cambiati solo due titolari, i neo-acquisti Vollanda e Dragovic) e l'aver convinto il Chicharito Hernandez a rimanere. Altri club di fascia medio-alta hanno ceduto i propri gioielli (Sané dallo Shalke 04 al Manchester City, Xhaka dal Borussia Monchengladbach all'Arsenal) e questo dice molto sulle rispettive ambizioni. Lo Schalke 04 si affida al mix tra esperienza e gioventù della coppia Huntelaar-Embolo, il Wolfsburg rivoluziona la rosa puntando sull'usato sicuro ex Serie A Gomez-Blaszczykowski. Da segnalare in ritorno nella massima divisione, per la prima volta dal 2009, di un club della ex DDR, il RasenBallsport (RB) Lipsia, la squadra della Red Bull che in otto anni ha scalato cinque divisioni.