Una sfida già amarcord Pioli vuol battere Sousa, poi lo sostituirà in viola?

I nerazzurri confermano Ausilio, il ds che portò il tecnico a Milano. Ma Suning chiede un big

Milano - Una partita che, ancora prima di essere giocata sul campo, sa già di amarcord. Perché Paulo Sousa e Stefano Pioli, a loro modo, sono due allenatori con la valigia in mano. Due partenti che stasera allo stadio Franchi) si sfideranno in uno degli ultimi big match a loro disposizione, per concludere un lavoro che non ha accontentato le rispettive dirigenze. Il portoghese è da tempo in rotta con la società e con l'ambiente, mentre per Pioli la flebile speranza è che il rinnovo di Piero Ausilio fino al 2020, arrivato ieri, possa essere un segnale per poter proseguire nella sua esperienza all'Inter, esperienza che l'ha visto prendere in mano la pesante eredità di un inizio di stagione disastroso fino all'interrompersi dei sogni di gloria proprio sul più bello. Ausilio ha sempre appoggiato il tecnico, ma le ambizioni di Suning sono ben note; la dirigenza punta decisa su un profilo internazionale: «Continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo», ha precisato ieri Ausilio, ringraziando pubblicamente la società per il rinnovo di contratto.

Suning che ieri ha ricevuto la notifica, da parte della UEFA, riguardo il raggiungimento degli obiettivi imposti dal Fair Play Finanziario; vale a dire rientro nei limiti dei 30 milioni di deficit per il periodo fiscale 2016 e il pareggio di bilancio per il 2017. Grazie a questo risultato il club, che comunque per la prossima stagione europea avrà ancora la rosa ridotta e restrizioni in termini di trasferimento proprio come quest'anno, non sarà soggetto al pagamento degli ulteriori 7 milioni di euro di penale. Soldi freschi da reinvestire per andare all'assalto proprio di un grande allenatore: Conte, Simeone e Spalletti le prime scelte della dirigenza nerazzurra.

Ma la società milanese non sarà l'unica, quest'estate, che si lancerà alla ricerca di un tecnico di valore: la Roma dovrà sostituire il citato Spalletti (Sarri il sogno di Pallotta), ma anche la Fiorentina, il Bologna, il Sassuolo e così via, fino all'incognita Allegri in casa Juventus. E chissà che il futuro di Stefano Pioli non possa essere proprio a Firenze, alla luce anche delle recenti dichiarazioni di Giancarlo Antognoni («gli allenatori italiani sono i migliori, per Pioli parla il suo curriculum»). Stasera però il tecnico parmense, che da tempo sta riflettendo sul proprio avvenire, cercherà di portare a casa punti pesanti nella rincorsa ad un piazzamento in Europa League, obiettivo divenuto oramai fondamentale per poter concludere in modo dignitoso una stagione con troppi alti e bassi: «Posso ritenermi fortunato perché ho una società che mi sostiene sempre ha ribadito il tecnico a Premium ma chiaramente come tutti sono legato ai risultati. Purtroppo le cose non possono sempre andare nella direzione in cui vorremmo. A Firenze dovremo vedere un'Inter che lotta per migliorare la sua posizione di classifica». Ma soprattutto serviranno quei dannati tre punti, che ormai mancano dal 7-1 all'Atalanta del 12 marzo scorso: da lì due sconfitte e due pareggi.

Tra i 23 convocati per la sfida di questa sera non figura l'infortunato Ansaldi; Pioli dovrebbe confermare l'11 schierato nel derby, con Nagatomo come quarto di sinistra in difesa e Joao Mario perno centrale del tridente alle spalle di Icardi.