La sfida di Immobile gemello del gol "Con me e Belotti Mondiale garantito"

«Non qualificarci sarebbe un'enorme delusione. Ma attenzione all'Albania Rivalità? In Nazionale non ce ne sono Spero che si anticipi l'inizio di stagione»

I gemelli del gol sono incatenati da 39 gol in campionato (e non è finita), saldati da un'amicizia robusta e ancorati ad una certezza annunciata da Ciro: «Con me e Belotti si va al Mondiale». Immobile e il Gallo, la coppia azzurra di un presente che potrebbe dare un senso ad un futuro da protagonisti. Ciro ha aggiunto: «Non qualificarci sarebbe davvero una delusione».

Immobile - come il suo specchio Belotti - non è uno sbruffone. Di strada ne ha fatta per arrivare ad essere protagonista. Tra slanci, cadute e definitive resurrezioni. Cresciuto nella Juventus, ha guadagnato le luci del palcoscenico con un noto nemico dei bianconeri, Zeman. Ciro il terminale offensivo di un Pescara in cui si imponevamo contestualmente anche Insigne e Verratti, altri due azzurri da prima pagina: «Proprio quella annata ci ha fatto fare il salto di qualità e dato la fiducia giusta per andare avanti. Parliamo sempre tra noi di quei tempi, sono cose che restano per tutta la vita. Abbiamo vinto un campionato di B da sfavoriti. Siamo partiti da lì e adesso ci ritroviamo a Coverciano per giocarci un Mondiale».

In quella stagione (2011-12) Immobile ha vinto in Abruzzo il titolo di capocannoniere in B con 28 gol e per ripetersi, ma in A, ha dovuto indossare la maglia granata. Nel Toro di Ventura 22 gol, in cima a tutti i marcatori di quella annata. Un trampolino straordinario verso i grandi sogni europei, ma prima il Dortmund e dopo il Siviglia non sono state tappe felici. Un bomber ha bisogno di segnare con continuità, altrimenti si immalinconisce. Ancora una volta a gennaio 2016 è stato il Torino a offrirgli una via d'uscita, restituendogli il sorriso. In quel contesto ha costruito la forte amicizia con Andrea Belotti: «Siamo in camera assieme e gli ruberei il colpo di testa - ha detto Immobile -, la sua arma letale. Non ci può essere rivalità in azzurro perché quando ci ritroviamo qui siamo tutti amici e compagni di squadra. La classifica dei marcatori? Io ci proverò fino all'ultimo e se non ce la farò, sarò felice di veder trionfare il Gallo».

Ciro è a quota 17 gol in campionato con la Lazio, la sua nuova scommessa. Dopo i granata la scorsa estate, il club di Lotito ha puntato forte su di lui, nonostante qualche perplessità. Sfida vinta in pieno: «Non vivevo un periodo semplice, dovevo tornare a fare bene. Serviva a me e alla Lazio. Certo, non siamo partiti col favore del pronostico: c'erano stati i problemi con Bielsa. Poi con Inzaghi le cose si sono messe a posto e dopo, con l'arrivo di Peruzzi, la società ha fatto un gran lavoro dietro le quinte. Così abbiamo fatto qualcosa che neppure noi ci aspettavamo, seppur io avessi molta fiducia nei miei compagni».

Tra i giovani eredi sceglie Petagna: «Sta facendo un grande campionato, sa far giocare bene la squadra, ma deve migliorare il rapporto tra partite e gol». Su questa Nazionale Buffon ha le idee chiare: «Se Gigi dice che siamo fortissimi, bene, mai contraddirlo e se si esprime così avrà i suoi buoni motivi. Se guardo le ultime partite della Nazionale sono felice. E per me è importante avere la fiducia del ct. Mi conosce, sa come lavoro e che sto vivendo un momento buono». Albania permettendo: «Ha fatto bene all'Europeo, è allenata bene, per superarla non basterà dare il 90 per cento».

Infine l'inevitabile sintonia con Ventura anche sulla proposta di anticipare l'inizio del campionato: «E' un anno determinante, devono capirlo tutti. Per arrivare nel migliore dei modi alla sfida decisiva con la Spagna il 2 settembre, occorre partire prima con la stagione. Francamente non vedo quale sia il problema». Parola del gemello Ciro.