Sfida tra Roma e Milan, nemiche ma non troppo con la carica degli ex

Una volta rivali, ora alleate pure sul mercato. E Montella torna da tecnico dove fu bomber

Duellanti sul campo, amiche sul mercato. Sì, perché i tempi delle liti tra l'ex patron giallorosso Sensi e Adriano Galliani su governance della Lega calcio, diritti tv e dintorni appaiono preistoria e oggi l'asse tra Roma e Milan si è consolidato. Negli ultimi anni gli affari tra i due club sono diventati sempre più frequenti: basti pensare a quando lo stesso Galliani, con l'ok dell'ormai ex ds giallorosso Sabatini, si presentò al cancello di casa di Mattia Destro all'Eur per convincerlo a trasferirsi a Milanello. O quando il Milan ottenne il prestito del prodotto della cantera Barcellona Bojan Krkic, che fece flop sia nella Capitale che sotto la Madonnina.

Gli ultimi passaggi di maglia da una sponda all'altra hanno portato anche a notevoli flussi di denaro: il difensore Romagnoli e il centrocampista Bertolacci sono arrivati a Milanello nell'estate 2015 e il club rossonero ha versato nelle casse giallorosse 45 milioni di euro (più bonus legato alla percentuale di una possibile di rivendita del primo), una robusta boccata d'ossigeno per il bilancio di Trigoria; El Shaarawy è arrivato a Roma nel gennaio scorso con la formula del prestito ed è stato poi riscattato a giugno versando 13 milioni. Proprio domani sera potrebbe ritrovare una maglia da titolare e incrociare Romagnoli, che con Ventura ha iniziato a vestire l'azzurro dei grandi. «Quattro anni di Milan hanno significato tanto per me, direi quasi tutto a livello di crescita. È una società che mi ha dato tantissimo, che mi ha lanciato nel calcio internazionale e io le sarò sempre grato - ha spiegato il Faraone a Sky Sport - Un anno fa ero reduce dai mesi con il Monaco che non erano andati benissimo, avevo bisogno di cambiare, di una sorta di rivincita che ho avuto qui a Roma. Mi sono subito trovato bene, ho avuto la fiducia del mister e siamo riusciti a fare un percorso importante insieme».

Ma due ex illustri sono fuori dal campo: sulla panchina del Milan siede Vincenzo Montella, sette stagioni e mezzo da giocatore romanista con uno scudetto vinto nel 2001 e per due anni tecnico delle giovanili di Trigoria (negli ultimi tre mesi anche allenatore della prima squadra); il nuovo Ceo giallorosso è Umberto Gandini, 23 anni in rossonero come direttore responsabile delle attività della squadra.

Montella ritroverà Spalletti, prima compagno di squadra e suo allenatore a Empoli a metà degli anni '90, poi suo tecnico per due anni e mezzo nella Roma (tra il 2005 e il 2009). Uno Spalletti che a sua volta poteva essere una scelta del Milan nel post Seedorf prima che la società virasse su Filippo Inzaghi. All'Olimpico l'ex Aeroplanino è già tornato 7 volte da ex, vincendo solo in 2 occasioni, entrambe alla guida della Fiorentina, dopo 3 anni di tabù.

Il varesino Gandini, ex dirigente Mediaset, è stato a lungo il braccio destro di Galliani e negli ultimi anni è stato anche il «ministro degli esteri» rossonero per i suoi ruoli nell'Eca, nell'Uefa e nella Fifa. «Non posso cancellare in un minuto 23 anni di lavoro con una società che mi ha dato tutto e che mi ha permesso di essere in questa posizione oggi e di poterla sfidare con la mia nuova squadra - così il nuovo dirigente della Roma - Il mio primo sentimento è di gratitudine nei confronti del Milan. Ed è una vigilia particolare soprattutto perché è una partita importantissima». Vale infatti il ruolo di anti-Juve.