Sfortunata, ma non troppo Ferrari hai un'altra occasione

Ricciardo soffia la prima fila a Vettel: tempo identico, ma fatto prima di Seb. Hamilton sbatte e parte decimo

Sì. A voler essere fiscali e puntigliosi le truppe di rosso vestite sono state di nuovo un filo sfortunatelle. Perché a parità di tempo e per di più tenendosi virtualmente per mano mentre cercavano entrambi di migliorarsi in zona Cesarini, Ricciardo ha scalzato Vettel da dietro a poleman Rosberg. Il regolamento della F1 prevede infatti che la posizione venga assegnata a chi stacca il crono per primo, in questo caso l'australiano, e non per ultimo, in questo caso il tedesco. Il che è cosa buona e giusta solo che girano comunque. Tutto questo mentre nella finta Monte Carlo azera il Circus ha perso l'ennesima occasione per dimostrare di non essere un baraccone: debuttare a Baku mentre l'autodromo di Monza arranca nel conservare la propria gara è una contraddizione sportiva. Ma la F1 non è sport. Tanto più quando Ecclestone se ne esce dicendo che «Imola potrebbe organizzare il Gp di Italia...» e così facendo appicca il fuoco a una triste guerra fra poveri circuiti.

Parentesi circense a parte, a ben vedere le truppe di rosso vestite sono invece state parecchio fortunate. Perché il turbo evoluto ha preso oltre un secondo dalla Mercedes e perché i problemi di utilizzo gomme sono tornati e ciò nonostante le rosse avranno oggi un'occasione ghiotta per fare cose belle e dovranno far attenzione a non sprecare tanto e troppo come invece accaduto in Canada e in Spagna. Perché Lewis Hamilton ha sbattuto nel giro buono e partirà decimo per colpa della sua avversione ai simulatori che lo spinge a provare poco virtualmente. E perché Rosberg in pole ha macchinone über alles però non scatta bene di questi tempi. Per cui sì, poteva essere prima fila per Seb (l'incredibile Perez 2° su Force India è stato retrocesso cinque posti per sostituzione della trasmissione) e invece se l'è presa Ricciardo col crono uguale al suo ma va bene anche così perché il tedesco è su lato pulito. In compagnia, fra l'altro, di Kimi in cerca di rinnovo a Maranello e speriamo che non lo trovi.

Seb ha poi detto cose, stavolta senza prendersela con i media d'Italia come in Canada («eppure sembra che la stampa italiana sia il nostro più grande avversario», la sua frase stonata). Invece ha sottolineato che «di solito parto bene e qui non è come Monte Carlo, c'è un rettilineo lunghissimo, si può superare...».

Ad aver detto cose, ieri, in location diversa, a Venezia, è stato anche il suo datore di lavoro, patron Marchionne. Cose che rendono esattamente l'idea di quanti problemi stia affrontando la Ferrari. Per esempio gli effetti, inevitabili, della tragedia che ha colpito in marzo il direttore tecnico Allison (l'improvvisa morte della moglie) ora costretto a fare la spola con l'Inghilterra per stare accanto ai figli. Proprio su questo Marchionne è intervenuto: «Non sono situazioni facili e il fatto che vada in settimana a casa per stare vicino alla famiglia è una cosa che non si deve nemmeno discutere. Bisogna stargli vicino in questo momento difficile».

Commenti
Ritratto di Anna 17

Anna 17

Dom, 19/06/2016 - 13:01

Ulteriore conferma delle incapacità di una Ferrari che di glorioso le resta solo il nome. Tutto il resto è da buttare. Ferrari diceva che il secondo è il primo dei perdenti. Questi neanche li sono i primi. Cambiare mestiere.