Si rompe un dito e il portiere diventa centravanti

È successo nel campionato messicano: l'argentino Marchesin si infortuna alla mano ma l'allenatore non ha più cambi a disposizione e così rimane in campo a giocare in attacco

Come Jorge Campos, e proprio nella sua terra, il Messico. Ma l’estro e nemmeno la voglia di vincere c’entrano niente, anzi. Per uno strano (e doloroso) caso il portiere argentino Agustìn Marchesin finisce la partita giocando all’attacco, manco fosse Batistuta.

È accaduto ieri, quando in Italia era notte: per la diciassettesima giornata del campionato messicano si affrontano allo stadio Cuauhtémoc, i padroni di casa del Puebla e il Santos Laguna di Torreon. È una partita stanca, che sembra inchiodata allo 0-0. Ma passerà alla storia perché all’82esimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, per anticipare (senza riuscirci) la testata del centravanti avversario, il colombiano Franco Arizala, il portiere del Santos Laguna Marchesin si frattura un dito. Non può più continuare a giocare.

C’è però un problema, perché – nel frattempo – l’allenatore del Santos, il giovane argentino Luis Zubeldìa – aveva già consumato tutti i cambi a disposizione. Lasciare il terreno di gioco, dunque, e lasciare i compagni di squadra in inferiorità numerica? Manco per idea. Marchesìn s’è rialzato, s’è sfilato i guanti, ha infilato con difficoltà una maglia giallo-nera senza numero e s’è messo a giocare all’attacco. E con la mano fasciata s’è messo a pressare altissimo la difesa del Puebla, manco fosse stato preso da zemaniano furore.

Agustin Marchesìn, 26 anni, due presenze in Seleccion e cinque nell'under 21, una vita con i granata argentini del Lanus prima dell’esperienza messicana che ha iniziato nel 2014, è, secondo quanto riporta Clarin, uno degli obiettivi di mercato del Boca Juniors in Argentina. Che forse, con un solo acquisto, potrebbe risolvere contemporaneamente due problemi: porta e attacco.