Siena, altro buco nel canestro

Corsa contro il tempo tra dimissioni nel Cda: servono aumento di capitale e sponsor

Domenico LatagliataStasera, nel girone Ovest della serie A2, la squadra andrà a caccia della settima vittoria di fila. Domani, in teoria, è invece in programma un'assemblea dei soci infuocata. Perché la Mens Sana Basket 1871 è (nuovamente) in difficoltà, al punto che nei giorni scorsi si è temuto che la truppa potesse non concludere il campionato: in realtà pare che le cose possano risolversi positivamente e il primo passo sarà riuscire a posticipare l'assemblea così da avere qualche giorno in più per ridare ossigeno a una piazza storica della nostra pallacanestro. La sostanza è che la società biancoverde, nata nel 2014 dopo il crac del sodalizio che aveva vinto otto scudetti (sette consecutivi, dal 2007 al 2013), accusa al momento un buco di 400.000 euro, quelli necessari per chiudere la stagione: si pensava sarebbe stato sufficiente partire con 800.000 euro a budget a fronte di una spesa presunta di un milione e 200.000, confidando di trovare le risorse necessarie strade facendo. Come non detto: nei giorni scorsi sono arrivate le dimissioni di alcuni membri del cda, compreso il presidente Lorenzo Marruganti (rimasto come ds), cui sono seguite quelle di Piero Ricci, numero uno della Polisportiva Mens Sana proprietaria della sezione basket. Per la città del Palio, dove si respira palla a spicchi a volontà, è stato un brutto colpo. L'ennesimo. Anche perché, dopo quanto accaduto negli ultimi anni, si sperava che stavolta davvero ci si comportasse badando al pane e salame. Invece, per dirla con il sindaco Bruno Valentini, «i programmi sono stati impostati con imprudenza per una programmazione legata più ai risultati sportivi che alla sostenibilità. È stato fatto un passo più lungo della gamba». Urgono rimedi in tempi rapidissimi, allora: aumento di capitale (al momento di 47.000 euro), risorse aggiuntive della Polisportiva per un accordo di locazione del palasport con l'Emma Villas di volley e, soprattutto, l'arrivo di uno sponsor vero che dia il proprio nome alla squadra. Se così non sarà, libri in tribunale e fallimento dietro l'angolo, senza che i ragazzi di coach Ramagli possano nemmeno finire il campionato: è una corsa contro il tempo.Saranno insomma decisive le prossime ore. Tra musi lunghi e preoccupati, con l'amministrazione che respinge le accuse di non avere fatto abbastanza e con l'imprenditoria locale che evidentemente non se l'è finora sentita di esporsi. Si vedrà, ecco, rischiando di vivere ancora situazioni che si sperava dimenticate: la liquidazione del febbraio 2014, la Mens Sana Basket dichiarata fallita il 4 luglio dello stesso anno, dopo aver giocato il 27 giugno gara-7 di finale a Milano. Di contorno (si fa per dire), l'accusa di bancarotta fraudolenta dello stesso annoche aveva portato all'arresto, per questo e altri capi d'imputazione, del massimo dirigente Ferdinando Minucci e di altre tre persone.