Siena fa storia Solo il basket ha battuto crisi e crolli

Sbagliare la strada serve a conoscere la strada. E' stato così per Siena e Roma le finaliste che il basket ha finalmente scelto alla settima sfida di semifinale dopo una maratona sfiancante, dove qualcuno ha perso la testa e le 2 giornate di squalifica al campo di Varese, le 3 a Dusan Sakota, l'aggressione al telecronista Rai Dembinski che per uscire da Masnago è stato scortato dalla polizia come è capitato spesso in altri campi, lo dimostrano.
Roma è la grande sorpresa, così come Varese lo era stata nelle 32 partite del campionato chiuso al primo posto. Sull'impresa romana è stato preveggente Giorgio Armani che nel giorno della sfida decisiva vinta con Cantù ha detto di trovare la città più pulita, più bella della sua Milano forse pensando che quella squadra di basket, che sembrava non dovesse neppure essere iscritta, è arrivata alla finale spendendo 1 milione di euro, 9 in meno di quelli sprecati da lui.
Più sorprendente l'arrampicata di Siena nell'anno della crisi in città, il crollo del Monte, il budget dimezzato, i dirigenti sotto pressione e indagati, una squadra rinnovata e non sempre azzeccando le scelte, ma una ha funzionato più delle altre, la coppia tecnica: al comando l'ex vice dei 6 titoli, il Banchi d'assalto e il Crespi motivatore. Capolavoro del Ferdinando Minucci, capitano di questa contrada, che nella stagione voleva riposare la mente, «Non vedo l'ora di perdere - disse in agosto - così tutti saranno contenti», ha conquistato la coppa Italia in febbraio, fatto una bellissima Eurolega rovinata solo dagli infortuni di Ress e Hackett, conquistando la settima finale consecutiva dopo la serie di 6 scudetti che già era storia.
L'uomo del momento si chiama Daniel Hackett, madre pesarese, padre americano, il grande Rudi visto sui nostri campi, classe 1987, pilastro della prossima Nazionale che andrà all'Europeo senza l'infortunato Gallinari a cui contende il titolo di miglior giocatore italiano del momento. Hackett contro Gigi Datome, altro italiano esploso nel giardino inventato da Calvani e dal manager romagnolo Alberani nella scettica capitale, votato come numero uno della stagione.
Si comincia martedì nel piccolo palazzo di viale Tiziano a Roma. Anacronismo con la voglia di grandezza del basket italiano che vedrà di fronte la rivelazione Roma e questa Siena che si esalta nello spirito guerriero di Moss e Ress, nel talento di Brown. Quello che ha fatto Siena quest'anno, anche prima di sapere se vincerà l'8°scudetto, resterà nella storia nazionale del nostro sport. Impresa, capolavoro gestionale, classe operaia in paradiso.