Signora crudele coi biancocelesti 10 vittorie di fila e 10 gol a uno

C'è chi dice che Juventus-Lazio stia diventando un «classico», e in effetti quella di stasera sarà la quinta finale in quattro anni tra bianconeri e biancocelesti. Che però hanno un problema: hanno perso tutte le precedenti. E lo hanno fatto male, con un parziale di 1-10: solo la squadra allenata da Pioli, nell'epilogo della coppa Italia 2014-15, riuscì a giocarsi la partita (che fu decisa ai supplementari da Matri) e a segnare un gol.

Da quando c'è Claudio Lotito alla presidenza, e quindi parliamo di 12 stagioni complete, la Juve è praticamente un tabù per gli aquilotti. Basti pensare allo score di campionato: zero vittorie in 24 sfide, appena 6 pareggi e 18 sconfitte equamente suddivise tra Roma e Torino; 13 gol segnati e 45 subiti. L'ultima volta in cui la Lazio ha portato a casa la pelle è vecchia di tre anni e mezzo (un 1-1 casalingo con le firme di Candreva e Llorente), poi tra campionato e coppe una striscia ininterrotta di 10 ko.

Per trovare precedenti incoraggianti bisogna tornare molto indietro, alle coppe Italia 2012-13 e 2008-09 che la Lazio portò a casa dopo aver eliminato i bianconeri in semifinale. O alle uniche due finali in cui riuscì a prevalere: 19 anni fa in Supercoppa, quando un gol di Sergio Conceicao nel recupero stese la Juve di Lippi, e 13 anni fa in coppa Italia quando la squadra allenata da Roberto Mancini conquistò il trofeo mentre il club lottava per la sopravvivenza.

Poi, come detto, è arrivato Lotito e nelle sfide con la Vecchia Signora si è spenta la luce. Sicuramente perché le sue sono state Lazio meno forti delle precedenti, e probabilmente anche perché - soprattutto negli ultimi anni - i biancocelesti non sempre hanno giocato col coltello tra i denti le partite contro la rivale della Roma in campionato. Ma in ogni caso i numeri sono impietosi e hanno poche giustificazioni.

Alla Lazio non resta che sperare nella legge dei grandi numeri e sfruttare un'occasione più unica che rara. Non solo, infatti, ha la possibilità di vincere la Supercoppa pur non avendo vinto né il campionato né la coppa Italia, ma la giocherà anche nel proprio stadio dopo che le ultime tre edizioni erano state disputate all'estero. La cabala, insomma, potrebbe essere il vero antidoto al tabù.

FMal