La Signora generosa regala a cenerentola il primo punto

Frosinone in festa: dal rigore negato e un palo nei primi 45', allo storico pari al 92' Bianconeri in vantaggio con Zaza, poi la beffa: in casa non hanno ancora vinto

Torino - Cinque anni fa, in serie B, la Juve ebbe la meglio sul Frosinone 1-0 festeggiando il duecentesimo gol di Del Piero con la maglia bianconera. Ieri, allo Stadium, la storia l'ha scritta la formazione ciociara: 1-1 raggiunto a un minuto dalla fine grazie al colpo di testa di Leonardo Blanchard. Juve di nuovo a pezzi nel morale, dopo essere passata in vantaggio a inizio ripresa con Zaza, alla prima uscita da titolare: un golletto arrivato non per caso, ma con deviazione decisiva proprio di Blanchard.

Cinque giocatori diversi rispetto al match di Genova di domenica scorsa: Zaza è all'esordio dal primo minuto, Dybala (fresco della sua prima convocazione con l'Argentina, a scapito di Higuain) finisce in panchina e sono 40 milioni seduti. Piuttosto, il tecnico livornese si è innamorato di Cuadrado: terzo match consecutivo da titolare e tridente completato da Pereyra. La Juve (in rosa) non può non cominciare ai mille all'ora: Cuadrado è pressoché imprendibile, Zaza fa movimento, Pogba prova subito un destro a giro e comunque il Frosinone fa quasi tenerezza in certe ingenuità. Cuadrado, si diceva: fa un po' quello che vuole e Allegri glielo permette. Così, quando intorno al ventesimo si muove da trequartista vero calciando verso Leali dopo avere saltato un paio di uomini, c'è poco da stupirsi: è lui il giocatore capace di accendere la luce. Il tridente bianconero prevede anche Pereyra largo a sinistra: su una sua iniziativa Zaza prova ad avvitarsi per una rovesciata, ma non succede nulla di che e alla mezzora Leali (proprietà Juve) non ha ancora compiuto una parata difficile che sia una. È allora il Frosinone a fare venire un bello spavento a Neto: palo in mischia di Castillo (cileno, all'esordio), tap in cercato da Frara e gomito alto di Barzagli che l'arbitro ignora. Avanti in parità. Anche in fatto di legni colpiti: la palla giusta arriva ancora da Pereyra sulla sinistra, Pogba rimane in cielo per un secondo abbondante ma la traversa decide di non dargli una mano. Non granché, ecco, la prima metà gara: vero che la Juve ha fatto la partita (e ci mancherebbe altro), vero anche che in fase offensiva Zaza si è visto raramente e l'ordine di Lemina (poi acciaccato) come costruttore di gioco è pari alla mancanza di creatività della squadra. A parte Cuadrado, in grado di cambiare il ritmo alla partita con guizzi improvvisi, impera la monotonia né si può pretendere chissà che dal Frosinone, tra i cui giocatori si segnala comunque la buona personalità di Soddimo.

Ce n'è abbastanza per cambiare anche per Allegri: difesa a tre, dentro Dybala al fianco di Zaza e immediata traversa di quest'ultimo. Il quale poi, grazie alla deviazione di cui sopra, festeggia anche il suo primo gol bianconero con un destro non irresistibile sul quale però Leali viene spiazzato. Da lì in avanti, varie occasioni per i bianconeri, qualche acciacco (Zaza e Lemina) da valutare oggi e, soprattutto, la doccia gelata firmata Blanchard su azione d'angolo.