La Signora è ingorda e vuo' fa' l'americana Ma anche la cinese

Agnelli: «Non siamo ancora da prima classe Investiremo. E quei mercati sono strategici»

Torino La Juventus e il presidente della Figc Tavecchio hanno fatto pace. Non del tutto a sorpresa, a dire il vero. Però salta all'occhio che chi era stato giudicato «inadeguato» due anni fa sia adesso diventato, «insieme al direttore generale Uva, garanzia di riforme. Hanno una conoscenza della macchina amministrativa molto superiore rispetto all'epoca e, in assenza di alternative, possono funzionare gestendo il tutto in un arco di tempo più lungo. Le cose da fare per il bene del calcio le conosciamo: per citarne alcune, le riforme dei campionati, gli stadi di proprietà e le seconde squadre».

Avanti, allora. Senza nemmeno bastonare più di tanto il calcio italiano: «Altri dieci anni così non li possiamo fare, ma con due o tre correttivi il nostro movimento può tornare a essere il primo al mondo». L'assemblea degli azionisti della Juventus ha insomma proposto un Agnelli conciliante, diverso da quello barricadero dei mesi scorsi. Intanto, la sua Juve viaggia che è un piacere con conti economici che già si conoscevano: fatturato record (per l'Italia) di 387,9 milioni, utile di 4,1 e la prospettiva di chiudere in attivo anche il prossimo esercizio. Con in testa l'idea di sfondare in mercati finora poco o relativamente battuti, come quelli asiatico (Cina, soprattutto) e americano. «Sono strategici... E in questo momento ci sono 8 club che fatturano più di 400 milioni, due fra i 3-400 (noi e il Liverpool), 4 tra i 2-300 e dieci tra i 150-200. La Juve è a metà strada tra l'ultimo vagone di prima classe e il primo di seconda. Bisogna continuare a investire e perlustrare strade nuove».

Senza perdere di vista il campo («a me interessa vincere, non tanto il bel gioco»), dove stasera i bianconeri ospiteranno la Sampdoria, mentre la Roma renderà visita al Sassuolo. Signora obbligata a tornare alla vittoria dopo il ko contro il Milan: «A San Siro abbiamo subìto un torto evidente così Marotta ma non vogliamo alibi. All'inizio della ripresa eravamo 0-0 e abbiamo perso: episodio chiuso». Ma ora la necessità di ricominciare a correre: «Fino alla sosta non avremo né Dybala né Pjaca ha spiegato poi Allegri -. Davanti giocheranno Higuain e Mandzukic. Il 16enne Kean? Vedremo». Magari poi, ricordando che la coppia formata dall'argentino e dal croato si è vista dal primo minuto soltanto a Palermo. Oggi potrebbe anche essere il giorno del rientro di Marchisio, assente dal 17 aprile scorso a causa della rottura del crociato del ginocchio sinistro: un'assenza, la sua, che si è sentita eccome. «Comunque non credo che la squadra abbia vinto sette partite su nove giocando male», la chiosa di Allegri.