La Signora è tornata anche in Italia E Pogba l'ha guarita

Il francese e Cuadrado uomini chiave per il rilancio di Allegri Primo gol fortunoso ma la Juve domina. Morata s'infortuna

Scusate il ritardo ma la Juve è tornata anche dalle nostre parti. Quello di martedì sera, a Manchester, in Champions league, non è stato il lampo abbagliante e isolato prima di tornare tra le tenebre di una classifica deprimente. No. É proprio tornata la migliore Juve, la nuova Juve che Max Allegri ha rimodellato sulla misura dei suoi più noti convincimenti calcistici. E cioè disegnata con il più classico degli schieramenti, il 4-3-3 mai realizzato nell'era Conte, con il contributo, decisivo, di qualche nuovo esponente della chiacchierata campagna di rafforzamento (Cuadrado) e la lenta, ma decisiva maturazione di Pogba. É vero, ha avuto bisogno di uno sfacciato episodio favorevole (palla schizzata dalla traversa centrata dal francese sul ginocchio di Lamanna) per montare in sella alla partita ma in compenso Gigi Buffon, strepitoso protagonista in Inghilterra, è rimasto a guardare per tutto il pomeriggio.

Gasperini è rimasto senza punteros (Pavoletti fuori, Pandev in panchina, Perotti ancora a scartamento ridotto)e ha dovuto fare come certe mamme col borsellino vuoto con i vestiti dei figli: ha dovuto riadattare l'attacco senza alterare lo schieramento a cui è affezionato, una sorta di marchio di fabbrica. Poi, quando Izzo, a fine primo tempo, ha lasciato in dieci la pattuglia del Grifone, la missione è diventata addirittura impossibile. E il rigore della ripresa (fallo ingenuo ma evidente di Figueiras su Chiellini sul bordo dell'area) ha solo certificato il primo successo stagionale dell'armata bianconera con l'aggiunta di un altro dettaglio non trascurabile: prima partita senza subire gol dopo quell'inizio disastroso.

Nel bilancio di una domenica vecchio stile, c'è da inserire l'ennesimo infortunio muscolare tradito questa volta da Morata, conseguenza evidente della fatica di coppa Campioni: dopo 22 minuti lo spagnolo si è arreso, ha alzato la mano, accusando una fitta ai muscoli addominali e si è ritirato consentendo ad Allegri di inserire Pereyra, meglio adatto al ruolo di punta esterna sinistra. Polemiche a parte («Lo so, solo a me capitano gli infortuni, anche quando ero al Milan.... Me la rido quando sento queste accuse sui nostri infortuni, ce ne sono solo due, Khedira e Marchisio che torneranno dopo la sosta di ottobre» la risposta stizzita del tecnico alla compagnia di Sky), l'incidente si è trasformato nella mossa decisiva per “spaccare“ la partita. Già perchè proprio Pereyra ha dato slancio alla Juve su quel binario e da una sua discesa è nata l'azione del primo gol. Al resto hanno provveduto Pogba e Cuadrado. O meglio, ancora prima il colombiano e poi il francese per rispettare l'ordine degli accadimenti. Perchè uno strappo di Cuadrado ha provocato il secondo giallo di Izzo e lasciato il Genoa in dieci a pochi rintocchi dall'intervallo e perchè le giocate del francese, finalmente concreto, oltre che il rigore eseguito con freddezza, hanno messo in banca il risultato. Allegri non è mai stato un fautore del turnover ad ogni costo e così ha risparmiato solo due reduci di Manchester (Bonucci ed Hernanes): la scelta ha consentito di far debuttare, con giudizio positivo, uno degli ultimi arrivati, Lemina e di dimostrare che Barzaglione è sempre uno dei affidabili.