Signore, cafoni e scandali un po' esagerati

C i ha lasciati una Signora, Renata Fraizzoli. Signora vera dell'Inter, donna di un altro tempo; ironica, a volte perfida ma, alla fine, sempre di costumanza sincera, secondo un'epoca che ormai è soltanto ricordo. Il calcio viveva, anche allora, di tafferugli e risse in campo, come è accaduto a Roma ieri nel derbaccio. Ma certi veleni venivano tutti sputati durante la partita, finita la quale si passava ad altro. A Roma no. A Roma il derby è caput mundi, è più importante di mafia capitale e del referendum, è una guerra per bande. In campo i calciatori si insultano, provocano, guitti miserabili delle loro sceneggiate, come Strootman, un olandese che si è adeguato al clima gentile. Finita la contesa, scaricano la loro ignoranza davanti alla stampa. Il raffinato Lulic ha definito il tedesco Rudiger «uno che vendeva calzini e cinture», quindi l'allenatore della Roma ha aggiunto alcune considerazioni da zitella inacidita. Luciano Spalletti ha difeso, in tivvù, il suo Emerson contro chi rompe continuamente i c..., poi ha annunciato che oggi aprirà le porte degli allenamenti per vedere quelli che lo prendono per il c... Ormai sono saltate le marcature, liberi tutti di mandarsi a dar via l'organo, in diretta televisiva o tramite altri media. Si usa la parolaccia non conoscendo la parola. Cinque anni fa, Edy Reja aveva così riassunto: «A Roma il quadro è buono ma la cornice è marcia». Ora non c'è più nemmeno il quadro, visto l'Olimpico semivuoto.

Marcio è il calcio, con le sue ultime vicende contabili, l'indagine sulla presunta evasione fiscale dei suoi grandi protagonisti, da Ronaldo a Mourinho a Jorge Mendes. Il settimanale L'Espresso, con altri media europei, ha pubblicato la prima puntata dell'indagine. Il tam tam di questi giorni annunciava il clamoroso coinvolgimento dei più importanti club italiani, dalla Juventus al Torino, dal Milan all'Inter, dalla Roma al Napoli. Nella prima puntata si è appreso che le società suddette non sarebbero direttamente coinvolte, semmai alcuni dei loro tesserati ma per contratti stipulati quando appartenevano a club stranieri (Higuain, Kovacic, Iturbe). L'Espresso annota, con due pagine, il caso di Fabio Capello sotto il titolo benefattore a pagamento. Capello avrebbe incassato la cifra di 75mila dollari, fatturati, per una partecipazione a tre amichevoli del Leo Messi&friends tour negli Usa con viaggio in business class e hotel a cinque stelle. Non viene data notizia se Capello abbia fatto beneficenza ma questo è un dettaglio ininfluente per gli investigatori. Lo scandalo, con fotografia, c'è. Eccome. O no? Amleto si sbagliava, il marcio non c'è soltanto in Danimarca. Una preghiera per Lady Renata.