Sir Mancini l'ottimista. "Ribaltone e terzo posto"

"Con il Wolfsburg situazione recuperabile In Inghilterra ho ripreso 8 punti allo United Carrizo? In coppa non mi ha deluso nessuno"

Milano - Sir Roberto Mancini spinge la sua Inter all'impresa. Terzo posto e passaggio del turno in coppa, l'allenatore nerazzurro non pone limiti. «In campionato può succedere ancora di tutto e si può ribaltare il 3-1 con il Wolfsburg». Lui sa come si fa e soprattutto sa che si può. Perché c'è riuscito e lo ha ricordato alla vigilia della gara di stasera contro il Cesena. Era sulla panchina del City quando recuperò al Manchester United otto punti in sei gare (ora il terzo posto è lontano dieci lunghezze con dodici partite da giocare). Tempi in cui l'Inghilterra era ai piedi del tecnico di Jesi.

E così il «good morning» regalato ieri da Mancini sarebbe da tradurre, non fedelmente, in “è un altro giorno”. Forse non è un caso che nel momento più difficile dal suo ritorno all'Inter, il Mancio scelga il british style per risollevare la squadra. E allora niente ritiro pre-partita, un modo per alleggerire la pressione. Serata libera per i giocatori e questa mattina ci si ritroverà tutti alla Pinetina. Operazione serenità e quindi ben venga anche la grigliata di venerdì, mal digerita sui social dai tifosi, ma approvata dal tecnico. Comunque il morale non era ottimo ma a tavola i giocatori avrebbero iniziato a pensare a come ribaltare il Wolfsburg. E poi il dribbling del Mancio: «Se non vinciamo non è certo colpa di una grigliata». Piuttosto di una frittata, ma sarebbe più giusto usare il plurale, che a turno i giocatori nerazzurri cucinano in ogni partita. L'ultimo è stato Carrizo, disastroso in Germania. Mancini lo difende, lo conferma titolare in vista del ritorno con il Wolfsburg e poi allarga il discorso: «Non mi ha deluso nessuno». Questa la carota, anche se il bastone resta sempre utile: «Sbagliavamo due mesi fa e continuiamo a farlo. Errori che non si dovrebbero fare».

Così l'Inter si complica da sola le partite e non può permetterselo più, in quella che è una settimana decisiva per la stagione. Per l'Europa League, ma anche per il campionato con il Cesena che apre una serie di quattro partite che porterà al derby. «A quel punto vedremo dove saremo, anche perché davanti possono perdere punti», pronostica Mancini e quindi l'Inter dovrà farsi trovare pronta. Perché per ora la perfezione è una chimera, questione di equilibrio e di mentalità come quell'insistere nell'impostare l'azione da dietro nonostante le difficoltà degli interpreti.

A cui si potrà porre rimedio solo in estate nella seconda parte della rivoluzione manciniana, iniziata nel mercato invernale. Ritocchi sensibili, in tutti i reparti e soprattutto all'insegna dell'esperienza, le indicazioni di sir Mancini. Che “torna” Oltremanica, risponde alle accuse di Pellegrini e coccola Yaya Tourè: «Per me è come un figlio, se c'è la possibilità di prenderlo la sfrutteremo, non ho detto nulla di male». Quello è il futuro che passa anche dal Cesena. Occasione per Kovacic, inquadrato come «esterno d'attacco o trequartista, mezzala no»; e soprattutto Podolski, sollecitato: «mi aspetto di più». Confermato Icardi, l'attacco è fatto. Il problema resta la difesa, troppi gol subiti e stasera non ci sarà quella che per l'allenatore è «la miglior coppia in questo momento: Ranocchia-Juan Jesus», complice la squalifica del brasiliano. «Concediamo troppo dietro» va ripetendo il Mancio, convinto (o rassegnato?) che per questa Inter la miglior difesa sia l'attacco. Anche in questo Sir Mancini.