Allegri si coccola la sua "EuroJuve": bottino di milioni per lo shopping

Le sirene del campionato rischiano di ingannare Per far strada in Champions è necessario rinforzarsi: si guarda a Tello e Montoya e si pensa a Kramaric

Il dolce di un biscotto è l'argomento che fa successo sul web. Con un po' di ironia si può accettare tutto. Plasmon e associati ringraziano. È sempre l'ora dei Pavesini e via cantando. A ciascuno il suo dolce. Ma almeno, adesso, nessuno verrà a raccontare che solo giornali e giornalisti sono i malpensanti d'ufficio. In tal senso il web fa un gran favore alla stampa. A sua volta, Allegri ieri mattina ha rifilato il suo biscottino: gusto dolce. «Missione compiuta! Non era facile, l'Atletico è una squadra con una fisionomia precisa. Complimenti, ora viene il bello per la nostra EuroJuve». Quel «nostra» come simbolo d'appartenenza e come richiesta d'appoggio al popolo tifoso. Come dire: vi ho portato dove mi chiedevate come minimo garantito, adesso però state dalla mia parte. La Juve ne avrà bisogno cammin facendo.

Al di là di uno scontro giocato al massimo per un tempo, restano i fatti: partita da zero a zero e zero speranze, o quasi, perché la Juve vada al di là dei quarti di finale. Lo ha detto per primo Allegri: ci sono squadre più forti. «Bayern, Real, Barcellona e Chelsea sopra tutti, con le altre ce la possiamo giocare. In Europa non è facile fare risultato, ma dobbiamo avere la consapevolezza di potercela giocare». E l'allenatore, che tiene a far sapere quanto sia immacolato il suo guinness con cinque qualificazioni su cinque partecipazioni, probabilmente lo ha capito dalla partita di martedì, ma anche dalle due sconfitte che hanno rischiato di rovinare tutto. Il campionato italiano è una sirena che ti turlupina sempre. Ti fa credere quello che non sei. La qualificazione Champions è un lustrino, la cassa si ingrossa: almeno 12 milioni in più per la qualificazione, 22 di diritti Tv che ora aumenteranno il bottino-mercato per l'eliminazione della Roma e gli 8,5 di incassi tra botteghino e premi. Poi viene il campo.

La Juve sembra uno di quei vestiti che ti stanno appena addosso. Basta un niente perché tiri da una parte o dall'altra. Pirlo è un campione applaudito e apprezzato, ma basta un Mandzukic stile sanguisuga per dimezzarne l'apporto. La difesa è il simbolo di un grande equivoco: per niente rassicurante nei singoli, ma riesce sempre a stare in piedi nonostante svarioni ed eccessi (per esempio i falli di Chiellini). Il centrocampo sta ansimando da qualche tempo e se ne vedono gli effetti deleteri. Pogba si sveglia sempre per gradi, Vidal non va oltre un minimo garantito, Pereyra è proprio un vice Vidal e Marchisio ogni tanto prende fiato. I dodici milioni nelle tasche di Agnelli dovrebbero servire a rinforzare la squadra, magari partendo dalle fasce laterali dove sta diventando sempre più fragile. La rosa dei giocatori di fascia era il suo grande handicap e rischia di diventare il suo grande abisso. Si dice che a gennaio sia in arrivo Andres Felipe Tello, esterno classe '96 proveniente dall' Envigado (Colombia). Sarà provato per sei mesi. É sfida con il Napoli per Martin Montoya: già avviati i contatti con il procuratore dell'esterno di difesa del Barcellona che ha rotto con il tecnico. Poi ci sono nell'occhio Zaza e Andrej Kramaric, esploso in questa stagione. L'anno scorso 16 reti in 24 presenze. Oggi, a 23 anni, sta viaggiando con 21 gol in 17 incontri, aggiungendo 2 reti in Nazionale. Chissà che qualcuno non arrivi davvero anche se non sono le punte la necessità immediata della Signora. Soprattutto ci vorrebbe più qualità a livello internazionale: togliete Buffon, Tevez e Pirlo, lasciato libero di penare ed agire, e avrete poco altro. Pogba deve fare un altro salto di qualità.

Peccato non bastino i milioni, ma stavolta la Juve dovrebbe comprarsi anche un po' di buona sorte. Il sorteggio di lunedì 15 dicembre dovrà avere proprio un occhio benevolo: diciamo Monaco e Borussia per sentirsi benvoluti dal Babbo Natale svizzero. Non altrettanto rassicurante il Porto di questa stagione, il resto sarà pane duro figlio dell'esser arrivati secondi nel girone.

«Ma non cambia niente essere primi o secondi. Le grandi bisogna affrontarle prima o poi, quindi se sei più forte le batti ora o più avanti», parola di Buffon. Vero, ma il dubbio vale una storia calcistica: quanto vale questa Juve in Europa? L'Atletico Madrid ha già risposto nel suo dolce e amaro.