Sky svela i dati. Froome: "Io so che fatica faccio..."

E Nibali prepara la riscossa: "Proverò ad andare sul podio"

Parole parole e ancora parole, ma anche tanti tantissimi numeri. Giorno di riposo e di conferenze stampa. Di analisi colte e di buoni propositi per quello che verrà, da qua a Parigi. Ha parlato Chris Froome, che ha ribato ieri mattina la sua forza, la sua pulizia, la sua credibile forza, frutto solo di talento e sessioni di allenamento fiaccanti e al limite della sopportazione umana. «Solo io so quello che devo fare per arrivare a tutto questo...», dice.

Il britannico in giallo dice anche di essere pronto alla sfida finale, di voler rispettare tutti e di non temere nessuno. Rimanda al mittente tutte le accuse e i sospetti prodotti dalle tivù francesi, in particolare da ex corridori oggi opinionisti, come Laurent Jalabert, Cédric Vasseeur e Richard Virenque.

Tim Kerrison, invece, il responsabile della preparazione del team Sky, snocciola numeri e numeri per ribadire la pulizia del suo pupillo. «Sui 15,3 chilometri di La Pierre St. Martin, Chris ha impiegato 41'28'', con una potenza media di 414 watt e una velocità ascensionale media (Vam) di 1.602 metri all'ora. Chris pesa 67,5 chili, ha espresso una potenza media di 5,78 watt al chilogrammo. Cadenza media di pedalata 97 al minuto, battito cardiaco medio 158 e massimo 174». E qui ci fermiamo, prima di impazzire e far impazzire tutti voi e prima di farla finita con un colpo di gognometro alla tempia.

«Quei dati dicono tutto e niente - spiega Cassani, che ieri era in visita al Tour, per parlare di programmi futuri con Vincenzo Nibali -. Io avevo 182 di battiti cardiaci massimi, Bugno arrivava anche a 210, mentre Chiappucci 175, quasi come Froome. Evidentemente, però, Froome, che ha il dono dell'agilità, e riesce a spingere rapporti lunghi ad alte frequenze con la sua proverbiale “frullata” non spreca potenza. Lui non si alza sui pedali, fa tutto da seduto. Concentra lo sforzo senza disperderlo in troppi movimenti. Non è certo bello da vedere, ma è piuttosto afficace. In più, ha una soglia anaerobica molto alta, e di conseguenza accumula acido lattico più tardi degli altri».

Oggi si torna a correre, se Dio vuole. La carovana va a Pra Loup, dove terminò l'epopea del grande Eddy Merckx e dove Vincenzo Nibali spera di poter tornare a volare. Anche lui ieri ha dato i numeri. «Sono ottavo in classifica generale, mi piacerebbe arrivare sul podio, magari terzo. Non è facile, ma non è neanche impossibile e io ci proverò», ha detto il campione italiano.