Slalom, colpo Gross a Madonna di Campiglio

L'azzurro terzo con problemi alla schiena davanti a Moelgg. Vince Kristoffersen, Hirscher 2°

Lucia Galli

Madonna di Campiglio è il regalo di Natale per il circo Bianco. Manto compatto, ottimo grip, pubblico da piccolo Maracanà delle Alpi con 16mila cuori all'unisono. Già esserci è una festa come quella che, alla vigilia di questa 3Tre, ha celebrato i 40 anni da una vittoria molto speciale per gli azzurri, quando, sul podio del Canalone Miramonti, ci fu posto solo per il Tricolore di Fausto Radici, Piero Gros e Gustav Thoeni. Ieri l'Italia ritrova il podio di Campiglio, 11 anni dopo la vittoria di Giorgio Rocca, e piazza due uomini al comando, uno sul podio, Stefano Gross, uno appena sotto, Manfred Moelgg. E il profumo di valanga e rimonta inebria la coppa made in Italy. Stefano Gross conquista il terzo posto contro il dolore e il mal di schiena: dopo la quarta piazza parziale, Sabo, il cacciatore con nove podi e una vittoria - piazza una rimonta di pura grinta. Nelle gambe ha solo una giornata di sci.

Meglio di lui solo i soliti noti: Henrik Kristoffersen e Marcel Hirscher a 33/100 già davanti a metà gara. Mentre il norvegese è finalmente felice per una leadership in slalom che si consolida, all'austriaco bastano 80 punti nella classifica per dimenticare quel drone, piovuto dal cielo e dalla regia, che, giusto un anno fa, poteva arrestare ben più di una discesa in pista. Gross esulta e guarda già avanti: «Se solo stessi meglio: siamo comunque ad oltre 1 secondo dai super big, ma questo è un grande risultato di squadra».

Sì, perché i 10/100 che separano dal podio Moelgg sembrano annullare la sua età: lui, che in questa stagione è già stato terzo a Levi, qui 13 anni fa centrò i primi punti in Coppa: «Sono felice, mi sento ritrovato, ho pagato una piccola sbavatura». Ottimo anche Patrick Thaler che a 38 anni centra un'altra top ten, e chiude nono a 2 secondi. Ha solo 3 anni in più Giorgio Rocca che, ormai in pensione, resta l'ultimo azzurro ad aver vinto qui nel 2005. Oggi, oltre che aspettare il suo quarto bimbo, fa come di consueto l'apripista d'onore. Perché la 3Tre è così: una pista dove conta l'esperienza. Unico rammarico è per Giuliano Razzoli, qui quarto lo scorso anno, prima dell'infortunio. Dopo un'ottima metà manche, si perde e non si qualifica per la seconda. Ora tutti a casa per qualche ora e una fetta di panettone, perché dal 27 dicembre si torna tutti in pista. Signore a Semmering per due giganti ed uno slalom. Signori a Santa Caterina Valfurva per superg, discesa e combinata alpina.