Sofia adesso è nella storia È oro Goggia nella discesa

Come Zeno Colò nel ’52, mai nessuna donna era riuscita nell’impresa alle Olimpiadi. Terza Lindsey Vonn

Sofia Goggia come Zeno Colò. Nella storia. La terza medaglia d’oro dell’Italia alle Olimpiadi di Pyeongchang è ancora donna, e la porta al collo la ragazza di Bergamo, la venticinquenne un po’ folle e un po’ filosofa che finora era rimasta nell’ombra a queste Olimpiadi. Oro in discesa libera, mai una donna italiana era riuscita nell’impresa ai Giochi. Nelle discipline veloci arrivò l’oro di Daniela Ceccarelli a Salt Lake nel 2002, ma era il Super G, Isolde Kostner in discesa non andò oltre uno straordinario argento. Per trovare un altro oro bisogna tornare indietro di oltre mezzo secolo, al 1952, Olimpiadi di Oslo, e lo vinse appunto il leggendario Zeno. Ora è Sofia. Sofia che dopo il Super Gigante si era detta: “Con un sorriso andrò ad affrontare la mia prova di discesa. Libera”. L’undicesimo posto era stato un vero peccato e non rifletteva una parte di gara straordinaria. Il giorno del Super G Sofia si sentiva un tutt’uno “un’unica anima con gli sci. Dannazione”, aveva scritto sul suo seguitissimo profilo Instagram. Ha voluto riprovarci, ancora anima sola, e questa volta non ha sbagliato, non ha fatto “goggiate”.

Pettorale numero 5, una partenza più controllata, quasi in sordina, leggermente arretrata. E’ stata una gara in accelerazione, una lenta e progressiva accelerazione. E’ stato a metà gara che Goggia ha scatenato potenza, scorrevolezza e precisione, la parte di tracciato dove ha preso una velocità tale da proiettarla sull’ultimo salto e sull’arrivo senza una sbavatura. Davanti. Per capire, ha dovuto attendere che scendessero le migliori, prima di tutto la rivale amica Lindsey Vonn. Quando l’americana Lindsey le è rimasta dietro, e non di poco, mezzo secondo, ha iniziato a capire. E’ andata così con tutte, le sono sfilate davanti senza che nessuna riuscisse a superarla. Soprattutto non l’ha fatto la norvegese Ragnhild Mowinckel: una gara sul filo di Sofia la sua, alla fine è dietro di 9 centesimi nelle Olimpiadi dei battiti di ciglia, dove le distanze sono state infinitamente piccole anche nelle discipline veloci. Dopo di lei nessun pensiero più per Goggia. L’oro è di Sofia. Argento a Mowinckel, che ha replicato la medaglia del Gigante.

E bronzo a Lindsey Vonn, la regina della velocità, che porta comunque a casa una medaglia nella disciplina che l’ha consacrata. “Mi sono mossa come una samurai”, ha detto Goggia a fine gara, anche nel modo “in cui mi sono messa la maschera. “E’ stata la discesa della maturità”. Dell’ “intelligenza agonistica di scalare una marcia quando bisognava farlo”. E “chi l’avrebbe detto che una bambina che a sei anni sulle nevi di Foppolo sognava di vincere le Olimpiadi, ci sarebbe riuscita”. Nessuna delle altre tre italiane è arrivata al traguardo. Nadia Fanchini e Federica Brignone sono cadute, Nicol del Lago ha saltato una porta. Un ‘unica italiana al traguardo, ma quell’unica è oro. Anche questa “è squadra”, ha detto Nadia Fanchini tra le lacrime. Per Federica Brignone una scivolata che ha destato qualche preoccupazione per la Combinata di domani. E’ stata subito condotta dai medici per accertamenti al ginocchio.

Commenti

flip

Mer, 21/02/2018 - 08:37

LA TUA vittoria, allarga il cuore e dà speranza a tanti ITALIANI. GRAZIE!

flip

Mer, 21/02/2018 - 08:38

BERGAMO!. di sopra o di sotto?

flip

Mer, 21/02/2018 - 08:46

beata gioventù. come ti invidio. quando andavo a sciare tanti,tanti anni fa, erano altri, tempi. ma sempre indimenticabili.

Ritratto di settimiosevero

settimiosevero

Mer, 21/02/2018 - 08:59

Grande Sofia!

jenab

Mer, 21/02/2018 - 09:24

FANTASTICA!!!! BRAVA....

Trinky

Mer, 21/02/2018 - 09:35

Se la Goggia avesse la testa della Brignone non la batterebbe nessuno, tranne in slalom speciale! Poi, vabbè, esistono anche i tracciatori...e se ne sono viste di porcate anche in queste Olimpiadi.....

ghorio

Mer, 21/02/2018 - 09:44

Viva la Goggia che s'impone in una gara dove la medaglia mancava da oltre sessant'anni. Un esempio da imitare per le sportive italiche, ovvero lottare sino in fondo.

greg

Mer, 21/02/2018 - 09:48

Sono praticamente nato in mezzo alla neve, sul mio Appennino modenese, sul Cimone, la montagna che è anche espressione della leggenda di Alberto Tomba, un amico di tante sciate, assieme al mitico Paletta, che lo scoprì e lo lanciò. Le mie zie sciavano, io avevo 6 anni che montavo sulle code dei loro sci e mi tenevo abbracciato a loro mentre scendevano, poi si tornava su a piedi. Quello era fare sport vero. Ed ho continuato a sciare, mi viene naturale. Ho gareggiato in discesa libera e slalom gigante fra le categorie degli over, over 30, poi over 40, ed ho un discreto gruzzolo di medaglie e coppe. A me non piace fare sport seduto sul divano davanti alla TV, io devo essere in campo e sfidare, me stesso e gli avversari. Brava Goggia, una cittadina montanara, Bergamo sta alle montagne come un delfino sta all'acqua

BRAMBOREF

Mer, 21/02/2018 - 09:56

GIGI89 Bravissima, grazie da tutti noi, bergamaschi da Mamma.

Ernestinho

Mer, 21/02/2018 - 10:08

Questi sono gli ITALIANI di essere fieri! Capito "politicanti"?

flip

Mer, 21/02/2018 - 10:43

greg. avevo 18 anni quanto ho incominciato con i sci a molla davanti. che btempi. ora sono vecchio ma il ricordo è rimasto giovane.

Otaner

Mer, 21/02/2018 - 11:19

La vittoria di questa grande ragazza che ha vinto la medaglia di oro olimpica nella discesa libera come fece tanti anni fa il potente Zeno Colò mi ha reso oggi un giorno felice.

Otaner

Mer, 21/02/2018 - 11:24

Sono felice che questa giovane ragazza italiana abbia vinto la medaglia d'oro olimpica nella discesa libera in modo paragonabile all'impresà che compi tanti anni fa il grande Zeno Colo.

yulbrynner

Mer, 21/02/2018 - 11:27

BRAVISSIMA RENDI ONORE AGLI ITALIANI COMPRESI CHI NON TI MERITA

greg

Mer, 21/02/2018 - 12:20

FLIP - si chiamavono attacchi Kandahar. E al termine di una discesa si tornava in cima facendo la spina di pesce, oppure a scaletta. Avevo dei muscoli che potevo fare salto in alto partendo da fermo. Le mie zie usarono anche le pelli di foca, per salire a sci dritti verso la cima. Poi sono arrivati gli skilift, e sono diminuiti muscoli e fiato....... Io ho corso anche la gara di discesa libera più lunga del mondo, febbraio 1981, il circuito del Sellaronda. Partecipammo in 1600, partenti 400 per ogni passo. Io partì dal Passo Pordoi, subito dietro Tone Valeruz, che conoscevo bene e con il quale durante l'estate ero anche andato a fare allenamento scendendo, con gli sci dai ghiaioni della Marmolada….pazzie giovanili. Di quella edizione del 1981 si parla ancora, in val Gardena, perchè non venne più ripetuta, troppo pericolosa per tutti gli sciatori della domenica che parteciparono.

flip

Mer, 21/02/2018 - 12:48

greg. tanti e bei ricordi. la mia zona erano le prealpi, ponte di legno, s.moritz,cervinia,ecc. partivamo da Milano con il pullman alle 2-3 di notte, canti di montagna, mezza pagnotta con la frittata o un cacciatorino e via andare (soldi pochi) (con sci a nolo). e risalite come hai detto tu. (70 anni fà).

greg

Mer, 21/02/2018 - 16:52

FLIP - mi mancano molto le montagne italiane, per fare belle sciate, ma non vivendo più in Italia, ho scoperto la meraviglia delle Montagna Rocciose, nel Montana e in Canada, e delle Alpi (io le chiamo così) dell'isola del sud in Nuova Zelanda, dove le condizioni della neve sono sempre ottimali. Così facendo io scio tutto l'anno, emisfero nord del mondo ed emisfero sud, e alla mia tenera età ho ripreso a fare gare categoria over. Siccome io faccio anche tanto podismo e corsa, oltre 4000 km all'anno, ho i muscoli sempre belli tonici. Poi, per non farmi mancare nulla, continuo a fare il mio lavoro, anche se sarei già in età di pensione. A Sankt Moritz tanti anni fa provai anche il brivido dello slittino sdraiato di pancia, nella pista con la galleria, bellissimo e adrenalinico

Ritratto di Nordici o Sudici

Nordici o Sudici

Ven, 23/02/2018 - 23:51

W BERGAMO!!! (3° invio)