Il solito Ibra: «Psg un sogno L'ho scelto io»

Il coup de théâtre non c'è stato, per il resto ha rispettato il copione. Nel suo primo giorno francese Zlatan Ibrahimovic non ha pronunciato il ritornello ironico che spopolava sui social network: «Sin da piccolo sognavo di giocare in questa squadra», ma il concetto si è scostato di poco: «Il Paris Saint Germain è un altro sogno che diventa realtà». Presentato dal presidente del club francese Nasser Al Khelaifi come la «prima superstar nella storia del club» (saranno stati contenti Leonardo e Thiago Silva), Ibra è partito scuro in volto, man mano ha acquistato scioltezza fino a sfoderare più di un sorriso. «Ringrazio il Psg per aver reso possibile ciò che sembrava impossibile. Sono in un dream team, faremo di tutto per vincere. Sono venuto per fare la storia anche in Francia e con giocatori come Thiago Silva e giovani come Verratti potremo farcela».
Nessun rancore verso il Milan, anzi: «Mi ha ridato il sorriso, abbiamo fatto bene e continueranno a farlo anche dopo di me. Li ringrazio, auguro loro tutto il meglio». Sulla cessione, però, Ibra ha raccontato la sua verità, un po' diversa da quella vista da Milanello: «Nessuno mi ha influenzato, è stata una mia scelta venire qui. Questo è il futuro, l'Italia senza me e Thiago sarà più povera». Ammettere che sono stati altri a prendere la decisione è troppo difficile per un giocatore che ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo seguendo solo i propri «mal di pancia».
Più sobrio Marco Verratti, presentato giusto prima di Ibrahimovic, una sorta di trailer al blockbuster della giornata di ieri. «Un sogno che si avvera (anche lui, ndr), ho accettato subito questa offerta. Non vedo l'ora di giocare con tutti questi campioni: all'estero puntano molto sui giovani, l'Italia dovrebbe seguire questo esempio».
Sono le 16.17 quando finisce la doppia presentazione: qualche minuto dopo, sul sito del Milan compare l'annuncio della cessione di Ibrahimovic al Psg. «Un nostro grande acquisto, non una vendita del Milan» la sponda di Leonardo. «Ringrazio il Milan, Berlusconi e Galliani per la trattativa» gli fa eco Al Khelaifi. Lo svedese, nel frattempo, è già sotto la torre Eiffel a palleggiare prendendosi i primi applausi dei tifosi parigini: Ibrahimovìc, con l'accento finale, è già uno di loro.