Solo la ricca Signora può fare mercato. Agli altri pochi affari

A giugno al via un'estate di trattative complicate e al ribasso fra licenze Uefa, fairplay finanziario e squadre senza soldi

Mercato? E con che soldi?

Ieri la Uefa ha dettato la lista delle squadre di serie A che hanno ottenuto la licenza per la stagione 2015/2016. Sono solo 13, oltre alle tre retrocesse, il no è arrivato anche per Genoa, Chievo, Empoli e Palermo. L'esclusione è dovuta alla mancanza di criteri sportivi, legali, organizzativi ma soprattutto economico-finanziari. Non riceve la licenza Uefa chi ha debiti scaduti da trasferimenti di calciatori, chi non paga regolarmente gli stipendi, a tutti, anche ai magazzinieri con relativi contributi versati, inoltre chi non ha il bilancio in ordine con tanto di documentazione relativa al futuro finanziario del club. Pena l'esclusione dalle competizione Uefa, sette su venti sono oltre il 30 per cento della serie A. Ottenuta la licenza occorre poi rientrare nei criteri del Fair play finanziario con i costi che non devono superare i ricavi e debiti onorati regolarmente. Inter e Roma hanno dovuto promettere in futuro una conduzione più morigerata, pena la riduzione della rosa o in ultima analisi l'esclusione dalle coppe europee.

Non ci siamo solo noi, CSKA Sofia, FC Rostov, Sporting Lisbona, Lokomotiv Mosca, Besiktas, Monaco, e prima ancora Rubin Kazan, Atletico di Madrid e Malaga hanno subito sanzioni, sotto controllo Manchester Utd e Barcellona, con oltre 300 mln in più del consentito, l'Inter è sotto stretta osservazione fino al 2019 e ha i pagamenti sospesi di questa Europa League, anche se temporaneamente. Il Barcellona ha il mercato inibito fino alla sessione invernale. Abramovich sta cercando di vendere Oscar e Cuadrado per arrivare a Sterling, lo sceicco Nasser Al Khelaifi del Psg, club con gli ingaggi più alti del mondo, ha annunciato di smarcarsi dalla corsa a Paul Pogba, costa troppo.

Ma qui si entra già nelle strategie di mercato. Khelaifi vuole Pogba e sta tirando sul prezzo di Edinson Cavani, prossimo grande acquisto bianconero con il quale avrebbe già raggiunto un accordo quadriennale a 7,5 mln a stagione, a fronte dei dieci che percepisce. L'unica squadra in Italia che può fare veramente mercato è la Juventus, fan nel mondo cresciuti del 35 per cento in questi ultimi quattro anni, le altre dovranno obbligatoriamente arrangiarsi. In quest'ottica suona meglio l'uscita dell'ad Adriano Galliani sul mercato scoppiettante, solo giocatori di prima fascia possibilmente italiani. Un nome? Bertolacci. La ridondanza dell'esclamazione trova rifugio nella realtà dell'obbiettivo. La lista comprende Immobile, il colombiano Bacca centravanti del Siviglia, il fenomeno danese Pione Sisto, forse Montella, magari Ancelotti, ci sarebbero circa 80 mln pronti alla bisogna, fino a giugno qualunque nome è contemporaneamente possibile o inventato.

L'Inter al momento respira con un monte ingaggi in calo del 23,2% rispetto alla passata stagione. Non ha ricevuto offerte ufficiali per Handanovic, solo informazioni dallo Utd, aspetta che l'offerta per Kovacic di Liverpool e Barça si alzi, per ora è ferma a 20 mln, ha chiuso con Tourè con un quinquennale a 5 mln ma ora ne deve pagare circa 20 per il cartellino al City, ha scelto il centrocampista francoalgerino Kedir per rifarsi del mancato arrivo di Dybala. Altro mercato scoppiettante. Eppure quando a giugno si apriranno le gabbie succederà anche questa volta il finimondo, come faranno ce lo faremo raccontare, ci auguriamo a piede libero.