Sono cadenti le «stelle» italiane dell'Nba

Uva troppo acerba per il basket italiano che si sente ancora volpe anche se non è proprio così,mentre vede scappare via i suoi campioni, quando non è l'Nba ci pensano le grandi d'Europa. Proprio ieri Gigi Datome, uno dei sogni dell'Emporio per riprendersi lo scudetto perduto, ha deciso che la sua vita nel grande basket americano poteva considerarsi chiusa a Boston e allora ha preferito ringraziare Milano per le tante attenzioni, accettando un triennale dal Fenerbahce di Istanbul dove lo voleva Obradovic, l'allenatore più vincente da questa parte del mare, anche se dopo le finali di Eurolega ha perso il titolo nazionale, convinto da Maurizio Gherardini, un altro che l'Italia ha perso da tempo, pur essendo uno dei manager più abili, a scegliere il Bosforo invece del Naviglio.

Eh sì, Milano perde anche d'estate. Voleva rifondare la squadra costruendola intorno a Gentile che ha fatto cacciare l'allenatore Banchi, ha preso un guru come Repesa, ha preso Cervi e ripreso Gani Lawal, ma ora deve trovare stranieri affamati, perché gli italiani girano al largo come Niccolò Melli che ha preferito un biennale a Bamberg con Trinchieri piuttosto che giocarsi il posto da titolare con l'Emporio.

Estate tribolata per i nostri ragazzi milionari che stanno nella Lega più forte, comprimari o stelline della Nba, tutti agitati a pochi giorni dal raduno di Azzurra che dal prossimo europeo porterà sulla maglia la sponsorizzazione Barilla, sperando che non sia una pastina glutinata, ma trovi risorse per fare bella figura e guadagnarsi un posto per Rio in un girone difficilissimo che a Berlino ci dirà tutta la verità.

Belinelli, campione con San Antonio, ha scelto, con un super contratto, il profilo un po' diverso dei re di Sacramento che l'anno scorso hanno fatto pena. Doveva raggiungerlo Bargnani, strapazzato dalla stampa di New York per le sue prestazioni mai convincenti quando anche la salute non lo aiutava, ma il «Mago», in Italia ci si innamora con poco, ha preferito restare a New York, scegliendo Brooklin, altra franchigia che nell'ultima stagione ha perso tanto. Speriamo che i nuovi contratti liberino la mente di questi giocatori, cominciando dal Gallinari, il più forte di tutti, mentre Denver potrebbe mandarlo a Boston, che secondo molti, cominciando dall'allenatore Pianigiani, potrebbero portarci dove non stiamo più da troppo tempo: Italia senza Olimpiadi dall'argento di Atene 2004, senza gloria europea da moltissimo. Quando ci sarà il raduno nella sede SKY il 20 luglio speriamo di vedere anche il Daniel Hackett scaricato gelidamente da Milano, anche se la sua ricerca di gloria altrove lo sta facendo penare: ha fatto un provino con i Knicks, difficilmente lo prenderanno, ma eventualmente ci sarebbero i greci e anche i turchi.