"Sono i Giochi delle mamme E meno male niente calciatori"

Sarà anche l'Olimpiade delle mamme azzurre. A 32 anni Elisa Rigaudo punta a confermare il bronzo europeo di Goteborg 2006 e di Pechino '08. La figlia Elena ha meno di due anni, gliel'ha regalata il marito Daniele, impiegato.
«Mi fermai la sera del mondiale di Berlino - ricorda la bionda marciatrice cuneese -, nel 2009 arrivai al traguardo nona e stremata. Avevo bisogno di una pausa, fu l'occasione per diventare madre. La carriera è al primo posto, eppure c'era il desiderio di maternità. E non in età avanzata».

Com'è cambiata la sua vita?

«Le energie sono cresciute, adesso riesco a fare più cose e possiedo una tifosa in più, che mi attende al rientro dagli allenamenti».

In carriera quanto ha guadagnato?

«Neanche abbastanza per pagarmi il mutuo della casa, comunque poco per la fatica dei 5500 chilometri annui percorsi. Certo con l'atletica non mi arricchisco, perlomeno mi sono arrivati 50-60mila euro per i bronzi».

Come va la battaglia con l'anemia?

«Trovo grandi benefici dell'omeopatia, grazie ai granuli di ferrum fosforicum ho abbandonato la flebo di ferro e la medicina tradizionale».

A Londra debutterà un'altra mamma piemontese, Valeria Straneo, maratoneta di Alessandria.

«A 37 anni, con due bambini, ha ottenuto il minimo olimpico».

Josefa Idem ne ha 47 e potrebbe andare oltre.

«Ci siamo conosciute ad alcune premiazioni, è una donna molto intelligente, la ammiro tanto. Con i due figli, è un bell'esempio di mamma e sportiva».

La portabandiera Valentina Vezzali sarà accompagnata anche da Pietro, 7 anni.

«Ha vinto tanto, è brava a non pubblicizzare la vita privata».

La nazionale di volley porta le centrali Jenny Barazza, rientrata da poco in azzurro, e Simona Gioli.

«Auguro loro la prima semifinale olimpica».

Lei è alta uno e 68 per 52 chili. Ha mai fatto servizi fotografici osè?

«Eleganti, non sexy».

Il suo tecnico è Sandro Damilano, già tecnico di Maurizio, campione olimpico a Mosca.

«Le favorite sono Hong, cinese mia compagna di allenamento, e la russa Kanishina, mentre si è ritirata la primatista mondiale Olimpiada Ivanova».

Firmerebbe per il podio?

«Certo».

Che Olimpiade sarà?

«Meno maestosa di Pechino. Quattro anni fa fu esagerata, sarà più sobria, com'è giusto in tempo di crisi. E poi mi auguro pulita, specialmente nella mia gara».

Com'è il percorso?

«Si snoda interamente davanti a Buckingham Palace, neanche si entra allo stadio».

In gara è mai stata sopraffatta dal panico?

«Al mondiale di Osaka 2007, mi ritirai. Ero reduce da bronchite e quasi non respiravo».

Con tre Olimpiadi, raggiunge Annarita Sidoti, mai sul podio, e Betty Perrone, argento ad Atlanta '96.

«Vorrei proseguire sino a Rio de Janeiro, nel 2016 avrò 36 anni e vorrei essere la prima marciatrice con 4 partecipazioni».

Come impiega il tempo libero?

«Andavo molto al cinema. Per anni feci pure la cassiera in una multisala, ne approfittavo per vedere molti film. Finché nel 2002 entrai nelle Fiamme Gialle, fui la prima sportiva arruolata nella guardia di finanza, ho pure il porto d'armi».

È tifosa della Juve?

«Soprattutto di Alex Del Piero, lo ammiro come persona. L'ho conosciuto, mi ha regalato la maglia. Si emoziona a seguire le Olimpiadi, comprende la vera fatica dei veri atleti».

La tennista Sara Errani, finalista al Roland Garros, disprezza Balotelli...

«Io “fucilerei” tutti i calciatori e pure tutti i giornalisti che danno loro retta. Sono viziati, spesso raccontano idiozie, neanche da scrivere. Felice che non siano alle Olimpiadi».