Soriano e De Gea, gol a tempo scaduto

A differenza dei voli last minute, soluzione utile al risparmio, il calcio sceglie la top class e se ne frega dei bilanci. Il caso Soriano, sfumato per nove minuti di ritardo, tra fax bloccati e lenta connessione internet sul tempo limite, tra Sampdoria e Napoli, ma soprattutto quello di De Gea definito tra Manchester United e Real Madrid ma reso inutile per la stessa burocrazia (la Fifa e l'Uefa sono state chiamate a risolvere il caso, il club spagnolo ha emesso un comunicato durissimo), quello di Grosskreutz, dal Borussia di Dortmund al Galatasaray (per la federcalcio turca, in ritardo), confermano che il mondo del football continua a vivere una sua vita, diversa dal resto del pianeta, tanto che in Inghilterra i trasferimenti si sono conclusi ieri pomeriggio alle 18 ora di Londra, sfruttando, dunque, un giorno in più.

Si cerca il colpo di scena, per accontentare i tifosi oltre che le proprie esigenze, si superano abbondantemente i limiti imposti dal financial fair play Uefa, si aggirano i regolamenti e si spacciano operazioni multimilionarie che, in verità, sono prestiti, formule di pagamento spalmate negli anni, salvo i salari dei calciatori, quelli garantiti fino all'ultimo centesimo, pronto cassa.

Non si esce da queste cattive abitudini, la cosiddetta programmazione viene smentita dalla campagna acquisti che spesso risponde ai capricci degli allenatori, capaci di rivoluzionare l'organico per poi giustificare i risultati negativi con la necessità di trovare "l'amalgama", impossibile da acquistare sul mercato così come riteneva di poter fare Massimino, ex presidente del Catania. Il calcio mercato è come l'album di figurine in mano però non a bambini ma a dirigenti di vario censo e a procuratori di ogni risma. Per dare un esempio emblematico, nella scorsa stagione, i club della premier league inglese hanno versato 157 milioni di euro di "commissioni" ai vari agenti. Va da sé che il caso Soriano e quello di De Gea, per citare gli ultimi ma non i peggiori, sono l'esempio di una cattiva amministrazione e di un tentativo estremo di forzare la mano e il mercato, con il rischio di far lievitare i costi e di ritrovarsi con la delusione del fallimento. Ma il Titanic prosegue la sua marcia, l'orchestra continua a suonare e gli ospiti danzano.