Spagna in attivo nonostante Real e Barcellona

Soltanto la Spagna meglio di noi. Non è un bilancio dell'ultimo Europeo giocato in Polonia e Ucraina, ma una scrupolosa analisi sui resoconti di mercato alla voce entrate/uscite dei principali campionati europei. In Italia si è speso abbastanza, ma si è incassato molto. Nella nazione campione del mondo in carica, per il secondo anno consecutivo, si è fatta molta più attenzione ai conti. I club della Liga hanno speso in questa sessione estiva ben 390 milioni di euro, 10 in più di quelli italiani, ma ne hanno guadagnati 492, cifra record in Europa.
Insomma, gli acquisti sfarzosi di Gareth Bale dal Tottenham, il più oneroso di sempre, e Neymar, sono stati controbilanciati da partenze importanti. Solo le solite Real Madrid (squadra che ha speso di più nel nostro continente con 172 milioni di euro, ndr) e Barcellona, tra le big, hanno chiuso in "rosso", mentre Atletico Madrid, Valencia e Malaga hanno rinfrescato le loro casse. Le altre grandi nazioni d'Europa, invece, hanno tutte saldi negativi nel confronto acquisti/cessioni. E se la Bundesliga si è contenuta (-58,6 milioni di disavanzo), con Schalke e Bayern uniche "spendaccione", la Premier League si è scatenata, soprattutto nell'ultimo giorno di mercato, con l'Arsenal che ha speso 50 milioni per Ozil e lo United 33 per Fellaini. I passivi di Manchester City (meno 104 milioni), Chelsea, Manchester United, Arsenal e Liverpool hanno prodotto quasi 500 milioni di euro di differenza tra entrate e uscite. Un record assoluto negli ultimi 6 anni.
Capitolo a parte merita la Francia. In Ligue 1 i ricchissimi Psg (meno 82 milioni) e, novità, Monaco (meno 166) hanno annullato l'ottima gestione delle altre società. I 150 milioni di passivo creati nel complesso dai club transalpini sono dipesi da queste nuove potenze economiche, che con Falcao, Cavani e James Rodriguez hanno sicuramente dato appeal ad un torneo meno considerato fino a qualche anno fa.