La Spagna che non abdica ha cancellato anche i veleni

Ci sono Borboni e Borboni, e un direttissimo discendente di quelli spagnoli, il Principe Felipe, domenica sarà a Kiev per la finalissima. E lo danno anche su di giri per via dello stemma sulle camisetas della Rojas: quello non è lo stemma dei Borboni spagnoli, ha detto, è quello dei Borboni francesi.
Su certe faccende le case reali sono molto puntigliose, del resto lo stemma è uno degli argomenti principe nei salotti per bene e la casa aveva intenzione di inviare una formale protesta, con tanto di timbro reale, alla fornitrice delle divise spagnole, la tedesca Adidas. Capirai. Quelli avevano già messo in trincea una scuderia di avvocati pronti a tutto: sulle divise inseriamo solo ciò che i committenti ci chiedono di inserire, ha risposto il signor Adidas, quello scudo ce lo avete dato voi, noi lo abbiamo solo appiccicato. Panico. Del resto il clamoroso errore araldico era stato segnalato alla Real Federación Española de Fútbol da un precisino che si occupa esclusivamente di questo, un vero esperto che fin dal 2010 si era accorto dello scambio: sulla maglia della Spagna c’è lo stemma dei Borboni francesi. I dirigenti della federcalcio spagnola hanno tenuto bassa la notizia perché erano stati loro a sbagliare stemma. E la casa Reale non ha mai inviato una protesta ufficiale. Così il signor Adidas è andato avanti per due anni a fare magliette spagnole con lo stemma francese. E ci sta facendo anche un mucchio di soldi perché il business legato agli Europei ha sollevato entusiasmo e le entrate entro fine anno saranno di circa 1,6 miliardi di euro, assicura Herbert Hainer, ad del gruppo, che ha precisato: «Adidas ha già venduto oltre un milione di maglie della nazionale tedesca e di quella spagnola. E la grande richiesta fra i tifosi continua. Secondo le nostre previsioni potrebbe aumentare ancora in vista della finale». I reali di Spagna si augurano che della faccenda se ne parli il meno possibile e non ci siano riprese strette sullo stemma. Telecinco che ha dato in diretta la sfida con il Portogallo ha registrato uno share complessivo del 75.6 per cento, fino al 77.1 durante i supplementari, record storico ai rigori con l’83.3 per cento, c’erano oltre 18 milioni di telespettatori incollati ai tv color. E qualcuno se ne sarà anche accorto che qualcosa non funzionava, lo sfondo è di colore diverso e ovalato, dice chi se ne intende. Del resto in due anni a nessuno in Spagna è venuto in mente di portare al signor Adidas lo stemma dei Borboni spagnoli e l’amara idiosincrasia resta nei due veri simboli di una nazione, la bandiera e la maglia della nazionale di calcio. Con due stemmi diversi.
Non è vero che non c’entra niente con la finale di dopodomani dell’Europeo, c’entra eccome, perché noi ne usciamo con stile, in quanto anche noi vestiamo i campioni del mondo, ma quando vanno a passeggio e fanno la foto ricordo, mica quando sudano con lo stemma di un altro. È Brooksfield, brand torinese, il fornitore ufficiale della Nazionale spagnola, e queste sono piccole soddisfazioni, un outfit personalizzato con il ricamo dell’araldo dei campioni d’Europa e del mondo in carica, senza errori, anche se Andrés Iniesta non è esattamente il testimonial preferito, lui sta meglio in maglietta.
E se qualcuno pensa che questa Spagna stia arretrando ha gli stemmi sugli occhi. Lì il calcio ha una valenza assoluta, la gente è nell’arena e non perdona chi non la diverte, dopo la partita noiosissima con la Francia, era stato lanciato un sondaggio curioso: se fosse stata un’amichevole, avreste continuato a guardarla? La risposta l’hanno data Xavi e fratelli che con due giorni di riposo in meno dei portoghesi sono usciti alla distanza e strameritavano di vincere prima dei rigori dove peraltro sono stati fortunati. La Spagna quando ha deciso di chiudere ha chiuso, e adesso non fa notizia neppure la rivalità fra Madrid e Barcellona, che ha appena preso Jordi Alba per 14 milioni dal Valencia. Mercoledì sera si baciavano tutti, Ramos e Fabregas, Pedro e Casillas. I tifosi del Barça non hanno più paura del tifo contro dei castigliani ed è di queste ore la conferma che la nazionale catalana potrà disputare competizioni internazionali. L’Alta Corte del Paese iberico ha respinto il ricorso presentato dal governo che asseriva l’incostituzionalità di tale permesso. La federazione catalana potrà partecipare a eventi calcistici internazionali, sempre che non si produca un conflitto di interesse con la nazionale spagnola. Insomma la nazionale catalana può iscriversi ai Mondiali e agli Europei se quella spagnola è assente. Cioè mai. Cosa c’entra tutto questo con la finale di domenica? Sono campioni del mondo e d’Europa in carica e hanno tutti questi casini, da loro c’è solo da imparare.