Landa e Aru lanciano la sfida: "Il Giro non è finito"

Lo spagnolo difende il capitano: "Se Fabio non fosse caduto, sarebbe ancora secondo"

LuganoIl sole splende sul Giro d'Italia, dopo giorni di pioggia e gelo. Giornata di ricreazione, per gli uomini di classifica. Ieri la tappa è stata un trasferimento, da Tirano a Lugano: solo 134 chilometri di corsa, la più breve di questo Giro, che i corridori fanno tutti d'un fiato. Prima una fuga di tre corridori, che vanno a caccia di punti per i traguardi volanti. Sono il belga Iljo Keisse, Giacomo Berlato e Marco Bandiera. Saranno ripresi dal gruppo quando al traguardo mancano 27 chilometri. Poi la volata, che è terreno di caccia per Sacha Modolo, il 27enne corridore trevigiano della Lampre, la formazione di Beppe Saronni. Per il ragazzo guidato da Orlando Maini si tratta della seconda vittoria in questo Giro targato Lampre. La formazione brianzola (è di Usmate), ieri pomeriggio ha festeggiato il poker rosa (alle due vittorie di Modolo, vanno aggiunte quelle di Ulissi e Polanc): nessuno come lei. Alle spalle di Modolo, ancora Giacomo Nizzolo, collezionista di piazzamenti, che ieri pomeriggio ha vestito la maglia rossa che spetta appunto a chi ottiene più punti. Per il velocista milanese si tratta di una parziale consolazione, in attesa di festeggiare quella vittoria che al Giro ancora gli manca. «Mi farò benedire…», dice lui laconico.

Tiene banco anche in riva al lago di Lugano la difficile convivenza tra lo spagnolo Mikel Landa e il nostro Fabio Aru. Molte le critiche alla formazione kazaka, che avrebbe lasciato solo il giovane talento sardo. «Noi abbiamo protetto fin quando è stato possibile Fabio - ci ha spiegato Beppe Martinelli, tecnico dell'Astana -. Ma quando sul Mortirolo, dopo una rimonta eccezionale, sui nostri due ragazzi è tornato Contador, che poi è andato all'attacco, non potevamo tenere fermo Mikel, che in questo Giro sta dimostrando di andare molto forte. Se non fossimo convinti del talento di Fabio, ieri Landa l'avremmo liberato da obblighi di squadra molto prima. Questa è la pura verità». Poi si lascia andare ad un grido di battaglia: «Contador è fortissimo, ma noi abbiamo due carte molto importanti da giocare. Questo Giro non è ancora finito».

E il guanto di sfida lo lancia anche Mikel Landa: «La corsa non è ancora finita. Fabio ha solo vissuto una giornata no e se non avesse avuto un guasto meccanico sarebbe ancora lui secondo. In ogni caso penso che sia io che lui abbiamo il dovere di trovare il modo di vincere questo Giro».

Ordine d'arrivo della 17ª tappa (Tirano-Lugano): 1. MODOLO (Ita) 134 km in 3h07'51"; 2. Nizzolo (Ita) st; 3. Mezgec (Slo); 4. Haussler (Aus); 5. Appollonio (Ita); 6. Broeckx (Bel); 7. Lobato (Spa); 23 Contador (Spa), 24. Aru (Ita), 29. Landa (Spa).

Classifica - 1. CONTADOR (Spa) 68h12'50"; 2. Landa (Spa) a 4'02"; 3. Aru (Ita) a 4'52"; 4. Amador (Crc) a 5'48"; 5. Trofimov (Rus) a 8'27"; 6. Konig (R.Cec) a 9'31"; 7. Caruso a 9'52"; 8. Kruijswijk (Ola) a 11'40"; 9. Geniez (Fra) a 12'48"; 10. Hesjedal (Can) a 13'01".

Commenti

alfa553

Gio, 28/05/2015 - 09:09

Il "SE" e il paradiso dei cxxxxxxi.