Sportlunedì

Al gioco delle coppie dei box in Germania ridono in due: Marc Marquez che vince come da pronostico al Sachsenring, cioè dominando e battendo Dani Pedrosa, e Valentino Rossi che finisce davanti a Jorge Lorenzo e aggiunge qualche punticino di vantaggio, adesso sono tredici, nel mondiale. L'ordine d'arrivo dice due Honda e due Yamaha, le ufficiali. Non era mai capitato in questa stagione che i fantastici quattro finissero nei primi quattro.

Il campione in carica torna al successo dopo tre mesi, l'ultima volta era stata a Austin, dove è stato impensierito solo all'inizio dalla partenza a fionda di Lorenzo. Una breve fase di studio e poi Marquez ha preso il largo cavalcando come piace a lui la sua Honda. Ha infilato una serie di giri da record, è andato in fuga e poi ha gestito. Hat trick completato del weekend tedesco dominato in ogni sessione: pole, miglior giro in gara e successo. Non gli ha resistito nemmeno il redivivo compagno di box, quel Pedrosa di nuovo competitivo dopo l'operazione al braccio e che potrebbe risultare un fattore per la lotta al titolo nella seconda parte della stagione. Più lui delle Ducati in netta involuzione nonostante il bravo Iannone, quinto ma a venti secondi, e alle prese con un Dovizioso in crisi, caduto a metà gara.

Marquez che vince per la sesta volta di fila in Germania, pista Honda per antonomasia, ha bisogno di conferme per dire che può rientrare prepotentemente in corsa per il Mondiale. Ma non le cerca di sicuro, le conferme, Rossi: «Sono grande e vaccinato, non sono stupido… Non si deve fare l'errore di sottovalutare Marquez… ora va veramente forte. Bisogna cominciare a preoccuparsi». Certo i 65 punti di vantaggio sullo spagnolo sono tanti, ma Vale non vuole concedergli nulla anche se «a Indianapolis sarà ancora favorito… però anche noi l'anno scorso abbiamo fatto bene… e poi arriveranno piste dove le Yamaha sono molto performanti».

Di sicuro non lo era il Sachsenring, ma per il dottore alla fine il bicchiere è mezzo pieno, difficilmente in altre condizioni lo sarebbe stato per un terzo posto. Ma stavolta vale oro perché serve a mettere altri tre punticini tra lui e Lorenzo, finito alle sue spalle. Anche se un pensierino a finire secondo ce l'aveva fatto «dopo otto giri al limite, ma Pedrosa a un certo punto mi ha piantato lì, comunque stargli dietro mi è servito per staccare Lorenzo». Quindi Vale dice anche un grazie a Dani perché finire davanti a Jorge «era il mio obiettivo». Rossi calcolatore ma non troppo perché se all'ultimo giro fosse stato con Pedrosa rivela «che avrebbe tentato il sorpasso anche rischiando». L'ha aiutato anche un Lorenzo che si è perso per strada dopo aver illuso con un super scatto al via. Ha condotto per qualche giro, poi si è fatto sfilare senza quasi combattere. Dopo il filotto di quattro successi di fila, il maiorchino sembra essersi smarrito.

Rossi invece è sul pezzo, lui sì in grado di tenere botta alla Honda d'urto nel Gp di Germania, capace di nove podi in altrettante gare, e poi anche a parole sembra più reattivo. Non esita a dire «siamo più forti dell'anno scorso» per avvisare Marquez e raffreddare le sue velleità di rimonta. Il campione in carica si nasconde ammette che recuperare «è molto difficile, ma non impossibile. Si può provare anche se Valentino sta facendo una grande stagione. Vediamo gara dopo gara». Per tentare l'impresa vuole migliorare la sua Honda nei test di Misano. Invece Rossi pensa anche alle ferie perché vira in testa alla boa Mondiale, passaggio ritenuto fondamentale perché dà una spinta psicologica importante. Missione compiuta che vale un po' di meritato riposo, ci si rivede a Indianapolis il 9 agosto, manca poco meno di un mese e allora Rossi stacca: «Adesso un po' di vacanza». In barca o sotto l'ombrellone da leader del Mondiale.