Sprofondo giallorosso. La Samp banchetta. E i cugini ringraziano

Per i doriani terzo successo consecutivo e agganciano i viola a un punto dal Napoli. Ma la festa è dei laziali che ora sentono aria di secondo posto

Roma - Bastano un guizzo di Eto'o, per una volta nel ruolo di assist man per De Silvestri (romano di nascita ed ex laziale), e uno scatto di Muriel - in pratica gli arrivi di gennaio in casa blucerchiata - per regalare un altro boccone amaro alla Roma. Anzi, il più amaro visto che l'Olimpico, stregato per i giallorossi da tre mesi e mezzo, viene addirittura violato dalla Samp: l'ultima a farlo era stata la Juve l'11 maggio del 2014. Così nella serata in cui la truppa di Garcia mostra segnali confortanti per almeno un'ora, arriva il terzo stop in campionato a distanza di 135 giorni da quello del giorno di Ognissanti a Napoli. E i fischi impietosi di un pubblico sempre più deluso dai risultati mediocri della squadra.

«Le strisce negative prima o poi finiscono», aveva detto Garcia alla vigilia del match. Un sprone e un augurio al gruppo, considerando l'importanza di una vittoria che sarebbe servita per blindare il secondo posto, purtroppo rivelatosi vano. E il risultato negativo non è certo un bel viatico in vista del derby di ritorno in Europa League con la Fiorentina, che invece arriverà all'appuntamento galvanizzata dal successo in rimonta sul Milan. L'esito dell'Olimpico riapre clamorosamente la corsa al piazzamento migliore dietro la Juve: la Roma in chiara crisi di risultati mantiene sì le distanze dal Napoli, ma adesso deve guardarsi dall'imperioso ritorno dei cugini della Lazio, ad appena un punto di distanza che erano ben 10 alla fine del girone di andata.

Grandi meriti vanno alla Samp, che non vinceva all'Olimpico dal 25 aprile 2010 (successo che di fatto chiuse le porte allo scudetto alla truppa allora allenata da Ranieri) tira fuori una gara di grande sacrificio, a iniziare da Eto'o che spesso torna qualche metro più indietro per aiutare il terzino, proseguendo per Viviano che blinda la sua porta nel momento migliore degli avversari. Ora la squadra di Mihajlovic torna in corsa per il terzo posto, a coronamento di una stagione brillante. Per la gioia del patron blucerchiato «Viperetta» Ferrero.

Il netto predominio territoriale della Roma non serve per sbloccare il match. Per mezz'ora i giallorossi sbattono sul muro eretto dai blucerchiati (ottimi i movimenti della difesa), poi arrivano tre occasioni - una per Totti e Gervinho, l'altra grazie a un tentativo sfortunato di autogol di Regini - sulle quali Viviano si supera. Le ripartenze sampdoriane sono rare e non impensieriscono De Sanctis, mentre in casa giallorossa Keita regala più del doppio dei passaggi di qualsiasi giocatore avversario. Totti, nonostante pochi allenamenti nell'ultima settimana, appare tra i più tonici e lo si vede nella presenza sotto porta e nei palloni che fornisce ai compagni (uno, delizioso, quello per Gervinho, stregato come detto da Viviano). Iturbe, invece, nella serata della 50ª partita in A, gira spesso a vuoto e un suo destro sballato è lo specchio della sua partita.

Il gol di De Silvestri arriva quando la Roma sembra aver approcciato bene anche la ripresa e a quel punto Garcia si gioca tutte le carte a sua disposizione, dal Doumbia ancora corpo estraneo a Ljajic (bell'abbraccio con Mihajlovic prima del match) che non può essere sempre il salvatore della patria. Il gol di Muriel chiude i conti, Keita si fa espellere per un applauso di troppo all'arbitro, Mihajlovic batte per la prima volta la Roma (è il terzo successo di fila in campionato) e per i giallorossi ci sono i sonori fischi dei tifosi.