Stadio Milan, slitta la decisione E si va ai tempi supplementari

Fondazione Fiera ha rinviato tutto dopo 3 ore e mezza di discussione Retroscena: a pesare sarebbero state le proteste degli abitanti della zona

MilanoQui Milano, sede mondiale dell'Expo e tantissime altre cose ancora, può diventare la nuova capitale dell'immobilismo all'italiana. A nove mesi giusti (lancio dell'iniziativa il 15 ottobre del 2014) dalla presentazione del bando per la riqualificazione dell'area del Portello, la Fondazione Fiera non è stata ancora in grado di decidere, tra due progetti rimasti in lizza, a chi assegnare quei 40mila metri quadrati attualmente ancora occupati dai vecchi padiglioni 1 e 2. In gara sono rimasti il Milan, con il suo avveniristico stadio da 52mila posti e molte altre idee affini (un liceo sportivo etc.), e la Vitali spa, società di costruzioni con il suo parco tecnologico con pista ciclopedonale in quota. Ieri doveva essere il giorno stabilito (comunicato ufficiale del 25 giugno) per sciogliere le riserve e stabilire il vincitore del bando. Intendiamoci: sarebbe stato solo il primo tempo perché poi tutto l'incartamento sarebbe passato agli uffici comunali, con i ritardi, le pastoie burocratiche e le difficoltà che tale rito comporterà di sicuro. E invece niente. Al termine di quasi 3 ore e 30 minuti di discussione (forse accesa, forse solo preoccupata) il comitato esecutivo di Fondazione fiera ha comunicato al consiglio che i due progetti sono stati giudicati alla pari. Zero a zero e palla al centro per i supplementari, per dirla in gergo calcistico. In serata però la schiarita: nessun rinvio di giorni come prospettato, ma le parti si ritroveranno oggi. Sembra infatti che il Milan abbia rilanciato la propria offerta sia sul canone che sulle opere di bonifica. Secondo indiscrezioni, proprio in virtù di questo, la sua proposta sarebbe ora tornata in pole. Insomma, oggi si saprà.

Resta il fatto - a spiegazione delle tante lungaggini - che il progetto dello stadio del Milan ha riscosso l'opposizione netta del quartiere interessato, il Portello. È stato infatti costituito al volo, come nelle migliori tradizioni del Belpaese, un comitato per il no, qualche striscione è stato appeso ai balconi dei palazzoni che si ritrovano proprio di fronte alla sede del Milan in via Aldo Rossi, e al tutto è seguita una raffica di comunicati per sbarrare il passo al progetto. E quella protesta deve aver pesato dentro le stanze di Fondazione fiera. A dispetto del ragionamento sensato fatto proprio venerdì scorso da Silvio Berlusconi a margine della presentazione di Sinisa Mihajlovic. «Lo stadio può diventare il salotto della città e valorizzare il patrimonio immobiliare del quartiere» l'osservazione impreziosita dalla notizia di una decina d'imprese già pronte a finanziare la costruzione con la concessione esclusiva dell'impianto al Milan per un periodo lunghissimo (99 anni). Tra l'altro, al fine di rendere ancora più conveniente e attraente la proposta rossonera (preparata dallo staff di Barbara Berlusconi), il Milan aveva comunque già fatto sapere di essere pronto a collaborare (con investimenti propri) per le opere di urbanizzazione, notizia questa che non ha fermato i boatos secondo i quali altre due aree alternative (l'ex Falck di Sesto San Giovanni e il sito Expo) sono state già individuate.