Stangate Inter e Roma per i conti troppo rossi

Ai nerazzurri 20 mln di multa, 8 ai giallorossi Rose europee ridotte rispettivamente a 21 e 22

C'è un fair play sul campo e uno sulle scrivanie, che riguarda i conti. E ora che l'Uefa sta intensificando i controlli sui debiti della società di calcio (il progetto avviato nella stagione 2010-11 prevede che possano in futuro autofinanziare il proprio capitale, arrivando al pareggio di bilancio entro il 2018), nella rete delle sanzioni sono cadute anche Inter e Roma insieme a Besiktas, Krasnodar, Lokomotiv Mosca, Monaco e Sporting Lisbona.

Niente di inatteso, di sanzioni si parlava da tempo, mancavano solo le cifre: 20 milioni per i nerazzurri (in realtà 6 subito o meglio nel primo anno di partecipazione nelle Coppe, con la trattenuta dei premi europei previsti; 14 con la condizionale, nel senso che un'inversione di tendenza nel comportamento del club, bilanci più virtuosi insomma, cancellerebbe la misura); «solo» 8 milioni per i giallorossi, 2 che saranno tolti dai premi stagionali di Champions, 6 più avanti.

I conti dell'Inter dovevano essere davvero in rosso se, pur con il patteggiamento, il club di Thohir ha ricevuto la stangata. Che prevede anche la riduzione della rosa nelle Coppe: 21 giocatori il primo anno (che potrebbe non essere il prossimo), 22 il secondo. L'accordo con la Roma, ha precisato il club giallorosso che aveva una situazione economica migliore rispetto alla società milanese, è il frutto di diversi mesi di dialogo con la Uefa durante i quali sono stati riconosciuti i significativi risultati conseguiti dentro e fuori del campo. Cifre non impossibili, quelle che dovrà pagare il club di Pallotta, ma che comunque complicheranno il prossimo mercato giallorosso visto che, anche in questo caso, l'obbligo è di cambiare il trend finanziario (per le prossime due stagioni la Roma non dovrà avere un deficit complessivo superiore ai 30 milioni). La rosa, infine, sarà ridotta a 22 unità per una stagione di Coppe, quella che i giallorossi giocheranno di nuovo in Champions.

Margini di manovra più ridotti nella prossima campagna trasferimenti per le due dirigenze, quindi, chiamate a sacrifici dolorosi (leggi cessioni eccellenti). Ed ecco che già si scatena il toto mercato in casa Inter con nomi come Handanovic o Kovacic pronti a fare le valigie per garantire introiti importanti - per altro sacrifici già messi in conto da un club che aveva già fatto dei veri e propri salti mortali -, in attesa di aumentare le entrate dal merchandising o con l'arrivo di nuovi sponsor. Insomma, la proiezione è di un mercato che si autofinanzi e che possa portare magari altri giocatori di livello come lo Yayà Tourè pallino di Roberto Mancini.

A Trigoria i sacrificabili potrebbero essere il Pjanic appetito da molti club europei, e il Nainggolan per il quale il Cagliari chiede 16-17 milioni per il riscatto. Una cifra spropositata per la società di Pallotta, il cui progetto futuro è inevitabilmente legato al nuovo stadio di proprietà. Il punto è che questi nuovi padroni stranieri dovranno prima o poi arrivare a ricapitalizzazioni, magari non con i fondi illimitati degli sceicchi di Psg o Manchester City, ma almeno con cifre che rinforzino le rose che siano capaci di lottare con dignità in Europa.