Stangati Doni e Atalanta, Signori da radiare

Roma L'Atalanta tira un sospiro di sollievo anche se rischia di perdere il capitano Doni, il Chievo è già fuori dal processo, l'Ascoli resta in B anche se rischia un pesante handicap (probabilmente rafforzato da ulteriori penalizzazioni per inadempienze di tipo fiscale). Le richieste del pm Palazzi su Scommessopoli si rivelano particolarmente pesanti per i tesserati (dieci quelle di radiazione tra cui Signori e due dei protagonisti principali della vicenda, Erodiani e Paoloni, 3 anni e 6 mesi per Doni) e molto più «leggere» per i club (tranne Alessandria e Ravenna, unici club che pagano per responsabilità diretta). La prima giornata del processo davanti alla Commissione Disciplinare regala nove patteggiamenti, in primis l'ammenda di 80mila euro inflitta al Chievo, i 14 mesi di squalifica comminati a Bettarini (tesserato dal club veneto) e a Micolucci (per fattiva collaborazione e ammissione di responsabilità davanti agli 007 di via Po, rischiava tre anni più le aggravanti) e i 12 per Tisci, e pene per complessivi 103 anni e 8 mesi richieste dal procuratore federale per tutti gli altri tesserati. Salva la A conquistata sul campo dell'Atalanta, male che vada il percorso orobico nella massima serie partirà con un -7 (la richiesta di Palazzi), il -6 per l'Ascoli nel prossimo torneo di B va a braccetto con il -4 del Piacenza nell'ultimo campionato cadetto (per il principio di afflittività della sanzione per entrambe, sancire la salvezza dei marchigiani e ribadire la retrocessione degli emiliani), solo un'ammenda di 50mila euro per il Verona, più pesanti le richieste tra le squadre prof per Alessandria (retrocessione all'ultimo posto in Lega Pro), Ravenna (esclusione dal campionato di competenza ancora sconosciuto), Cremonese (-9), Benevento (-14). Tra i tesserati dieci proposte di radiazione con 5 anni di squalifica più un'ulteriore pena in continuazione (per evitare la grazia dopo soli 2 anni e mezzo): Bellavista, Bressan, Erodiani (che rischia 13 anni di squalifica), Gervasoni, Paoloni, Santoni, Signori, Sommese e Buffone e Fabbri tra i dirigenti. Il dibattimento si chiuderà domani con i legali di Paoloni, lunedì la sentenza di primo grado.