Roma, la brutta addormentata. Ci vorrebbe Pallotta in campo

Servirebbe la grinta del patron anti ultrà. Garcia: "Noi in letargo". E per la Juventus domenica nel derby primo match point scudetto

James Pallotta mentre si diverte a giocare

Roma - La Juve ringrazia le romane (ora a -15 dai bianconeri) e domenica si giocherà il primo match point scudetto nel derby con il Toro. Intanto nella Capitale la Lazio si lecca le ferite dopo il ko di Torino, ma sorride per il mancato controsorpasso dei cugini giallorossi, che incappano nel 13° pareggio stagionale, e ringraziano l'ex Reja, capace di uscire indenne dall'Olimpico con la sua Atalanta. Troppi gli X per una formazione che vuole aspirare a traguardi di prestigio, vedi il secondo posto che può risultare di vitale importanza per le casse societarie. «Sono arrabbiato, dopo il rigore di Totti (in campo per la prima volta dopo un mese, ndr ) ci siamo addormentati...», così il tecnico Garcia che boccia la sua squadra riuscita a sbloccare il match molto presto, quando cioè non era ancora compiuto il terzo giro di lancette. Poi poco o nulla, se non l'errore di Astori scoordinato in area su Emanuelson punito con un altro penalty, trasformato da Denis.

L'allenatore della Roma parla di «poca convinzione», sarebbe invece il caso di tirare fuori il termine grinta. Quella evidenziata da James Pallotta in occasione del pugno duro contro gli ultras (ieri in 500 fuori dallo stadio hanno contestato il patron americano) e che ora dovrebbe farsi sentire anche dai suoi giocatori. Servirebbe quindi un Pallotta in campo nel senso di una maggiore presenza a Roma, dove evidentemente i suoi collaboratori (Baldissoni in primis) non riescono a gestire la crisi di risultati - la squadra nel 2015 è riuscita a segnare due gol solo in tre occasioni, nel derby con la Lazio, a Cagliari e a Rotterdam contro il Feyenoord in Europa League -.

Si diceva che all'Olimpico la squadra di Garcia non si sentisse a casa per paura delle contestazioni della curva, il settore del tifo più caldo. Ieri la Sud, almeno nella parte centrale (circa 8.000 spettatori), era vuota per la squalifica legata allo striscione contro la madre di Ciro Esposito. Eppure la Roma ha giocato ugualmente male, facendo riaffiorare segnali - mai svaniti per la verità - di una mediocre condizione psicofisica ed è stata fischiata dai 27mila presenti sulle tribune. L'unico alibi trovato da Garcia è stato quello degli assenti, una lunga lista da Pjanic e De Rossi a Gervinho e Manolas, ma che non può giustificare la brutta prestazione. A 8000 chilometri di distanza, Pallotta sarà sicuramente furioso.