Stop alla tessera del tifoso, ritornano i biglietti «last minute»

Marcello Di Dio

Roma Un addio graduale alla tessera del tifoso, con restrizioni nei suoi effetti (meno gare a rischio e possibilità di andare in trasferta quasi ovunque) e un processo che durerà almeno tre anni. E soprattutto la riapertura dei botteghini dello stadio, dove i tifosi della squadra di casa potranno acquistare i biglietti fino a pochi minuti dall'inizio di una partita. Non è una vera rivoluzione, ma il Protocollo d'intesa che sarà presentato oggi dal ministro dell'Interno Minniti, quello dello sport Lotti, dal numero uno dell'Osservatorio del Viminale Miniotto e dai presidenti del Coni Malagò e della Figc Tavecchio sarà una riforma significativa. Che avrà l'obiettivo di riempire di nuovo gli stadi italiani.

La carta del tifoso nacque nel novembre 2005 per iniziativa di Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Firenze e presidente dell'Osservatorio: era finalizzata anche ad eliminare falsificazioni di tagliandi, bagarinaggio e file ai botteghini. La tessera del tifoso, messa in pratica dal ministro Maroni nell'agosto 2009, puntava alla fidelizzazione e fu figlia del momento storico (due anni prima la drammatica notte di Catania e la morte dell'ispettore Raciti). Divenuta operativa, ne era previsto l'obbligo per seguire la propria squadra in trasferta nel settore ospiti. La tessera ha perso col tempo il suo scopo iniziale ed è stata contestata in particolare dai gruppi ultrà, contrari alla «schedatura».

Ora che il numero di «feriti da stadio» è in calo, arriva la svolta. Limitazioni ad hoc solo nelle gare a rischio, ma meno restrizioni. Sarà rivisto il sistema di ticketing: l'acquisto di biglietti e abbonamenti non sarà più subordinato al possesso della tessera. Nel nuovo sistema, le società potranno far sottoscrivere una fidelity card ai propri tifosi, magari abbinata a una serie di servizi dedicati, ma anche un codice etico per evitare la «sospensione» dallo stadio.