Una storia di carte di credito dietro il no di Pelè alla fiaccola

Nessuna sorpresa per il gran rifiuto e alla fine, i brasialiani, non ci sono rimasti neppure male: ecco cosa c'è dietro

Qui non si sono mai illusi. Lo conoscono. Nessuna sorpresa per il gran rifiuto e alla fine non ci sono rimasti neppure male. Edson Arantes do Nascimento per molti brasiliani, soprattutto i giovani, non è più una leggenda. Non commuove. Non ha lo stesso peso, la stessa sostanza, di Muhammad Ali. La differenza è quello che appunto non c’è stato. Il passo lento di Pelè, quel modo di camminare che si riconosce in bianco e nero, la fatica degli anni, gli ultimi metri fatti contro il tempo, il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi che trema per l’emozione, il boato del Maracanã che rimbomba in ogni angolo di Rio, senza più muri, senza più rabbia, rancori, recriminazioni. O Rei che alza la fiaccola al cielo e sembra benedire tutti, la pelle di ogni singolo abitante del pianeta che rabbrividisce, una scossa che risale sulla schiena, le lacrime che non si possono trattenere. E le Olimpiadi che si bagnano di pianto, riconoscenza ed allegria. Pelè è l’anima del mondo. Come Alì. Ma Pelè non è Ali. E tutto questo è solo uno dei tanti passati perduti. Quelli di scarto. Un passato ipotetico. Pelè ha dovuto trovare una scusa, un alibi: sono troppo malandato. Peggio: non volevo vedermi come Alì. Sotto il «no, non me la sento» c’è solo una fredda guerra di carte di credito. La storia è questa. I giochi olimpici sono da anni e anni tradizionale monopolio Visa. Pelè è testimonial della MasterCard. Il mal di schiena è tutto qui. O Rei non poteva mettere la faccia sulle olimpiadi strisciate con la carta sbagliata, con la carta della concorrenza. È una faccenda di marchi, di sponsor e di loghi. È guerra tra bande, come nelle favelas, ma sommersi dai soldi. La MasterCard ha fatto valere le sue ragioni, Pelè come capita ai re si è ritrovato nudo. La sua immagine umana, magari senza colpe se non quella di non essere libero di essere Pelè e di aver seppellito per sempre Edson Arantes do Nascimento, si sgrana e scolorisce, come un’icona senza più emozioni. Pazienza. Qui tra il villaggio e gli stadi olimpici una cosa è certa: non pagare con la Visa è praticamente impossibile. E per tutto il resto c’è MasterCard.

Commenti

giovauriem

Lun, 08/08/2016 - 16:09

vittorio macione ,lei dice che il più bravo calciatore di tutti i tempi è stato pelè a me risulta che il migliore è stato maradona , nella storia cìè l'avanti cristo e il dopo cristo , nel calcio c'è l'avanti maradona e il dopo maradona ,tutte le giocate di oggi sono figlie delle giocate inventate da diego .

brunog

Lun, 08/08/2016 - 17:52

Pele' e' ricordato come campione perche' era divenuto famoso nel campionato del mondo del 1958 in Svezia quanto aveva 17 anni. Segno' un goal memorabile di testa nella finale contro la Svezia. Di campioni ne sono seguiti tanti, se fosse arrivato 20 anni dopo sarebbe stato uno tra i tanti.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 08/08/2016 - 20:31

Che schifo

E_L

Mar, 09/08/2016 - 11:57

Maradona la foca? va' la, va'. riguardati i video di Pelè, e fattene una ragione?

E_L

Mar, 09/08/2016 - 11:58

brunog, faccia qualche nome dei tanti... che ci facciamo quattro o cinque risate