Storico Crutchlow nel mondiale pneumatico

Gara lotteria sull'acqua, Dovi attacca la Michelin. Rossi show: rimonta dal 12° al 2° posto

Davide Pisoni

Il mondiale pneumatico regala un gran premio di Brno da romanzo. Tra pista bagnata e gomme sbriciolate, il capitolo più bello lo scrive Cal Crutchlow, che vince la sua prima gara in MotoGP alla conclusione di una rimonta travolgente, partendo dalla decima posizione, scatenata dall'azzardo vincente di montare la dura sia sull'anteriore che sul posteriore. E così mentre gli altri, su tutti Andrea Iannone, vedevano, volare via pezzi dalle loro scarpe e restavano sui cerchioni, l'inglese è volato via per la prima vittoria britannica nella classe regina dal 1981, quella di Barry Sheene a Anderstorp. «Un tempismo perfetto alla vigilia di Silverstone...».

Storia nella storia quella di Crutchlow diventato papà quindici giorni fa della piccola Willow. «L'emozione della nascita di mia figlia resta ineguagliabile», dice papà Cal che appena sceso dalla moto ha voluto il cellulare per chiamare casa. Per sentire la moglie e magari anche il dolce pianto di Willow, Per condividere una gioia che comunque resta un gradino sotto a quella del diventare padre. Salire sul gradino più alto del podio resta comunque una «sensazione incredibile da condividere con il mio team che mi ha ricostruito fino a tarda notte la moto che avevo distrutto». Già la squadra, italiana, quella di Lucio Cecchinello. Meccanico, pilota e ora manager nel motomondo. Crutchlow in versione neopapà ha indovinato le gomme: «È stata la scelta giusta. Non capisco perché a volte i piloti preferiscano montare due gomme diverse». Una lezione, come se la paternità gli avesse dato un'improvvisa saggezza.

Anche se a metà gara l'impressione è che fosse stato Iannone, come in Austria, ad indovinare alla roulette delle gomme. Invece non gli è bastato gestire il degrado, recependo il campanello d'allarme del ritiro di Dovizioso, perché a un certo punto in rettilineo ha perso pezzi interi di pneumatico. A quel punto il ducatista ha battuto in ritirata, chiudendo ottavo ma soprattutto tirando un bel sospiro di sollievo «perché a ogni curva pregavo di non cadere. Temevo che scoppiasse da un momento all'altro». E non è mica bello per uno sport che ha già insita una dose smisurata di rischio. Dovizioso non usa giri di parole: «Michelin ha sbagliato gomme, non hanno la situazione sotto controllo, serve avere più scelta». Ma questo è il mondiale pneumatico «da interpretare, mentre prima con le Bridgestone era un calcolo aritmetico», dice Vale.

Nel romanzo personale il Dottore sognava un successo sulla pista dove aveva vinto per la prima volta. «Sarebbe stato bello rivincere qui dopo venti anni...». Vale comunque si consola perché per la prima volta «un rischio finalmente ha ripagato, dopo che mi era andata male tante volte». Certo che all'inizio sprofondato in dodicesima posizione «ero disperato, poi ho preso il ritmo, ho guidato su un letto di piume e mi sono divertito». Secondo posto con sorpasso a Marquez che lo aveva sverniciato clamorosamente in prova.

E però un secondo posto che lascia il bicchiere mezzo vuoto, perché il leader del mondiale è subito dietro per un bronzo, in tema olimpico, «che vale oro», ammette Marquez che ha ormai inserito il calcolatore mondiale. Vale si consola con il sorpasso a Lorenzo, annegato ancora una volta sull'acqua come sempre gli è capitato in stagione. Il campione in carica finisce doppiato, dopo due passaggi ai box, senza punti e ultimo. E così scappa Marquez, più di 50 punti sulle due Yamaha, e per Vale è l'ora dei rimpianti: «Ho buttato via troppi punti... Era da giugno che non salivo sul podio». Ma il Dottore ha una ricetta: «Facciamo più punti possibili e i conti alla fine». In un mondiale che nelle ultime sei gare ha avuto sei vincitori diversi, tutto può succedere. Il lieto fine del romanzo è ancora da scrivere.