Strama: «Occhio, loro sono sempre i favoriti»

«Spensieratezza tattica». L'epiteto con il quale Giuseppe Marotta nel 2012 apostrofò la gestione tecnica dell'allora allenatore dell'Inter Andrea Stramaccioni, gli è servito da stimolo per ottenere quell'impresa. Era il 3 novembre 2012 e la “Beneamata stramaccioniana” fu la prima squadra ad espugnare lo Stadium. Un 1-3 in rimonta, targato Milito-Palacio, che fece cadere per la prima volta la squadra di Conte tra le mura amiche, dopo un'imbattibilità di 49 gare. Tanto basta per far drizzare sull'attenti i tifosi bianconeri. Oggi a Torino arriva proprio l'Udinese di Stramaccioni, che ha memorizzato quel giorno: «L'episodio con Marotta è alle spalle. Ci siamo chiariti. Quella fu una partita unica per bellezza. La ricordo ma fa parte del passato».

L'allenatore romano ha giocato una sola volta allo Stadium e ha vinto. E contro una Juventus tormentata dalle assenze (mancheranno Vidal, Barzagli, Chiellini e Pirlo) ha già ben chiara la tattica da adottare: «Andremo a Torino per difenderci e per far male sui loro errori». Copertura e ripartenze, rese imprevedibili e pericolose dalla coppia Muriel-Di Natale. L'Udinese è priva di Domizzi e Scuffet infortunati: «La Juve mi sembra la stessa squadra dello scorso anno. Resta la favorita principale», ha sintetizzato Stramaccioni. L'ex nerazzurro, però, può anche vantare dei precedenti incoraggianti nei confronti diretti con Massimiliano Allegri. Nelle tre occasioni in cui lo ha sfidato non ha mai perso. Nell'era Conte, però, la Juve non ha mai perso con l'Udinese. Toccherà ad Allegri continuare la serie e sfatare il tabù Stramaccioni, pronto a trasformarsi in nuovo incubo, sia per il popolo bianconero che per l'allenatore toscano.