Stramaccioni esonerato dallo Sparta Praga

L'ex tecnico di Inter e Udinese saluta la Repubblica Ceca, al suo posto arriva Hapal. Paga due pareggi e il distacco incolmabile dalla vetta

È finita l’avventura di Andrea Stramaccioni sulla panchina dello Sparta Praga. L’ex tecnico dell’Inter e dell’Udinese è stato esonerato dalla società ceca.

Paga il cattivo andamento della squadra che è quinta in campionato, con un distacco quasi abissale di quattordici punti che la separano dal Viktoria Plzen capolista.

Fatali a Stramaccioni le ultime due gare, in cui la sua formazione è stata inchiodata al pareggio prima dallo Slovacko penultimo (1-1) e poi dal modesto Brno (1-1), che ha terminato in dieci uomini quella è che stata l’ultima partita da allenatore dello Sparta del tecnico italiano.

Stramaccioni ha salutato – come di prammatica - dirigenti, calciatori e tifosi dichiarandosi estremamente orgoglioso di aver lavorato in un club dalla storia prestigiosa come lo Sparta che, dice, è sicuro tornerà lì dove merita di stare a cogliere nuovi successi. Intanto, è stato già ingaggiato il nuovo tecnico che sarà Pavel Hapal, il quale da poco lasciato la guida della nazionale Under 18 della Slovacchia.

L’avventura di Strama nella Repubblica Ceca non è stata delle più felici. I tifosi, delusi, lo hanno subito messo nel mirino tributandogli striscioni che lo invitavano a lasciare il timone della squadra. Prima fu un “arrivederci”, poi, a dicembre, dalla curva, gli ultras dello Sparta esibirono un biglietto di sola andata per l’Italia "intestato" al mister.

Però le polemiche che lo hanno travolto non si sono limitate a Praga e, anzi, hanno varcato i confini giungendo a far rumore fino in Italia. A ottobre, dopo la sconfitta con il Viktoria Plzen, l’ex mister nerazzurro provò a scuotere l’ambiente e la squadra dichiarando di avere fiducia nei suoi, perché “non siamo il Benevento, siamo lo Sparta Praga”. Manco a dirlo, le sue dichiarazioni rimbalzarono immediatamente nel Sannio. Facendo infuriare il sindaco Clemente Mastella che, senza mezzi termini, pretese le scuse dell'allenatore alla sua città.