Lo strip-tease che fa arrossire il... Puma

P iù che a una partita di calcio, sembrava di assistere, l'altra sera a Lilla, a uno spettacolino di strip-tease con gli svizzeri che si alternavano vicino alla panchina per sostituire le magliette strappate dalla trattenute dei francesi. In sei hanno dovuto cambiarle: Embolo, Berhami, Shaqiri, Dzemaili, Mehemdi e Xhaka (due volte). Esilarante la battuta di Shaqiri, interista di passaggio, a fine partita: «Spero che la Puma non produca anche preservativi». Sembrerebbe di no con buona pace di chi fa sesso protetto. E pensare che le maglie, in dotazione alla nazionale elvetica, dovevano rappresentare qualcosa di assolutamente innovativo per mantenere costante la temperatura corporea dei giocatori grazie all'uso di particolari microcapsule. Qualcosa non ha funzionato. Per assurdo sarebbe forse cambiato il risultato se, nell'ultima azione della partita, la maglia di Dzemaili si fosse strappata in seguito alla strattonata di Sagna in piena area francese. Invece il tessuto ha tenuto. E l'arbitro ha fatto spallucce. Per la multinazionale tedesca (oltre 3 miliardi di fatturato con quasi 7mila dipendenti) una pubblicità al limite del gradimento. A risollevarne le sorti ci ha pensato Conte che, trasformatosi da tecnico a psicologo a sociologo, ha chiesto ai nostri tifosi di dare luogo a una macchia azzurra sugli spalti: «Indossate quel che volete, purché sia del colore delle nostre maglie». La Puma, sponsor ufficiale della nazionale italiana, avrà sicuramente ringraziato il tecnico di cui paga buona parte dello stipendio in virtù d'un accordo stilato a suo tempo con la Federcalcio. È andata male anche all'Adidas per via dei palloni sgonfi. Le nuove tecnologie non sono sempre sinonimo di buoni prodotti. Ma si è rifatta estendendo fino al 2022 l'accordo di sponsorizzazione da 50 milioni l'anno con la nazionale tedesca.

A proposito di magliette, qualcuno si sarà accorto che quelle della Francia avevano le maniche di color bianco sporco. Nelle intenzioni della Nike, invece, una manica doveva essere rossa e una blu a rappresentare la bandiera francese. Ma il regolamento, piuttosto astruso, non lo permette laddove scrive: «Entrambe le maniche devono essere identiche quanto ad aspetto e colore...». L'Uefa è l'Uefa.