Strisce pedonali

Il mercato dell'auto 2018, a parte dicembre, si chiude in discesa ma con una seria di indicazioni interessanti. Il volume totale è di circa 70mila unità inferiore al 2017, che più o meno corrisponde alla perdita di volume del gruppo Fca. In linea con la strategia Marchionne, Torino punta a vendere più modelli premium. Con Jeep c'è riuscita, Alfa Romeo ha ancora strada da fare e i volumi di Maserati, benché interessanti, sono ben inferiori a quelli di Porsche. In sintesi, meno volumi per Fca in Italia, ma non credo che il fatturato sia inferiore a quello del 2017.

In ogni caso, la rete va sostenuta anche con i volumi che, tra l'altro, consentono di prendere vantaggi tattici nella battaglia dei prezzi. I due gruppi, Psa e Vw, realizzano interessanti crescite e, insieme, sono poco meno di un terzo del mercato. Ford e Renault svolgono il loro compito con costanza, e Toyota continua la crescita nell'ibrido. Daimler e Bmw hanno un saldo negativo nel 2018. Il gruppo Jaguar Land Rover è in aumento soprattutto con Jaguar. Interessante è la costanza di Volvo, peraltro cresciuta nel 2018, mentre Suzuki con prodotti di ottima ingegneria e senza inutili orpelli, continua la sua crescita. I coreani, risolta la pratica dell'immagine con vetture dal design accattivante, sono attesi alla definitiva consacrazione. Nissan ha bisogno di riprendere la crescita, e i prodotti di Mazda, ingegneria sofisticata e design che buca nel mercato, hanno probabilmente un potenziale di volumi maggiore di quanto raggiunto nel 2017 e confermato nel 2018.

Per quanto riguarda i modelli, si registra una grande crescita delle auto alte anche a 4 ruote motrici: Suv, crossover e fuoristrada, meglio se più corte di 4,5 metri, tanto di spazio ce n'è.

Dopo una chiusura d'anno zoppicante, il 2019 si presenta a ostacoli. La criminalizzazione del diesel crea grandi problemi di stock invenduti e di valore dell'usato. Il bonus/malus del governo è un grosso errore e un'opportunità mancata per velocizzare il rinnovo del parco e l'abbassamento della CO2 media. Il governo invece di portare stabilità e fiducia al consumatore, ha intrapreso la strada delle penalizzazioni. Così si va nella direzione sbagliata che crea ansia e riduce la propensione all'acquisto. Se poi gli effetti della manovra economica recentemente varata non saranno espansivi, le sole e continue promozioni delle Case non basteranno per compensare una stasi del mercato, con effetti negativi per il Pil, i profitti delle Case e dei distributori.

*Presidente Areté-Methodos