Super Muriel, la Sampdoria rinasce nel derby

I blucerchiati battono il Genoa e la crisi. Giallo tecnologico: i sensori si inventano un gol

Non vinceva una partita dal 28 agosto, da quando - dopo due giornate - le squadre genovesi guidavano la classifica a punteggio pieno. Poi aveva iniziato a perdere pur giocando bene, e infine - nelle ultime settimane - oltre ai risultati sembrava aver smarrito anche la brillantezza del primo mese. Ma per risorgere la Samp ha scelto il pomeriggio giusto: quello del derby, la partita che sotto la Lanterna vale una stagione e che ieri, oltre alle solite emozioni, ha regalato anche spettacolo. La squadra di Giampaolo ha vinto con merito facendo valere il miglior tasso tecnico dei suoi attaccanti, ma soprattutto ha vinto perché è riuscita a cambiare pelle.

Alla vigilia il tecnico blucerchiato aveva previsto «una partita sporca, perché il Genoa gioca in modo aggressivo». Era preoccupato dall'agonismo della squadra di Juric e proprio per questo motivo ha scelto di colmare questo gap inserendo il sostanzioso Bruno Fernandes al posto dell'etereo Alvarez. Una dichiarazione d'intenti, ben recepita dai suoi che infatti partono schiacciando sull'acceleratore: vantaggio sfiorato già al 3', quando Perin toglie dalla porta un colpo di testa di Quagliarella, e netto predominio territoriale che al 12' si trasforma nell'1-0 con un'azione perfetta. Bruno Fernandes sfonda sulla destra scherzando Burdisso, il suo cross rasoterra viene addomesticato da Quagliarella che offre a Muriel un pallone da sbattere nella porta vuota.

Oltre a tornare al gol (a Marassi non ci riusciva da febbraio) il colombiano mette in croce i rivali con i suoi scatti e il raddoppio sembra questione di minuti. Invece dopo un po' i rossoblù riescono a scuotersi grazie a Edenilson che fa scintille dalla parte di Regini: prima costringe Linetty a ribattergli un tiro a botta sicura, poi indovina il corridoio rasoterra per il tap-in di Rigoni, dopodiché cicca su assist di Simeone. È la mezzora ed è il minuto più impetuoso del Genoa, che nell'azione successiva si vede annullare per questione di centimetri un gol di Pandev: secondo Tagliavento il macedone era in fuorigioco dopo il colpo di testa di Burdisso deviato da Puggioni sulla traversa.

L'episodio ha un peso decisivo perché dopo il pericolo scampato la Samp ricomincia a macinare. Finisce il primo tempo in crescendo con una traversa di Silvestre - nell'occasione la Goal Line Technology va in tilt, visto che la palla finisce chiaramente fuori dalla linea di porta, ma i sensori dicono che è gol sull'orologio dell'arbitro e la Lega calcio palerà di «corto circuito del meccanismo» - e un rigore sbagliato da Quagliarella (fa tutto Perin, che prima lo falcia e poi si fa perdonare parandogli il penalty). Quindi a inizio ripresa allunga di nuovo: Perin, che aveva appena fatto un'altra paratona su Quagliarella, regala il 2-1 ai doriani deviando sulla schiena del malcapitato Izzo un cross di Muriel. Il secondo tempo è intenso come il primo ma con meno occasioni: Juric sbilancia il Genoa per cercare il pareggio (Pavoletti si piazza accanto a Simeone e per poco non punge), mentre la Samp riparte in contropiede. La migliore occasione per il 2-2 arriva nel recupero con Ninkovic ma Puggioni non si fa sorprendere. Era all'esordio con la maglia della sua squadra del cuore: una vittoria così non la scorderà mai.