Superman Detti rompe il ghiaccio in acqua L'Italia che nuota vuole cancellare Londra

Gabriele nei 400 primo italiano a tuffarsi: "Andiamo a spaccare il mondo"

nostro inviato a Rio de Janeiro

Il rito va seguito. Sempre. Perché il rito ha la forza di svelare lo stato di forma e la tranquillità di un atleta più del cronometro. La barba tagliata con cura giovedì, la depilazione del corpo in due puntate tra ieri e oggi, tutto ciò che Gabry fa, compie, pensa prima dei 400 stile di oggi (stanotte in Italia) racconta una sola certezza: Superman è pronto. Gabry è Gabriele Detti, il supereroe del nostro nuoto pronto a gettarsi per primo dal grattacielo dell'attesa per farci fin da subito dimenticare la Londra grigia degli zero ori e, quel che è peggio, delle zero medaglie zero.

Ventun'anni, gemello di allenamento e sfide di Gregorio Paltrinieri, stesso allenatore del fuoriclasse dei 1500, cioè suo zio Stefano Morini, «che da bambino mi buttò in acqua e così adesso non sono un calciatore che guadagna milioni», Gabry è Superman perché nessuno in Italia nuota quanto lui. A Londra, in maggio, dove ha conquistato il titolo europeo dei 400 (3'44''01), l'argento negli 800 stile (7'43''53) e nei 1500 (14'48''75) sempre dietro all'amico Paltrinieri, e il bronzo nella 4x200, alla fine si fece il conto: il ragazzo aveva nuotato in gara per 6 chilometri.

Qui, Superman, nuoterà meno, ma sempre tanto di più rispetto agli altri. Stanotte i 400, poi la 4x200, infine i 1500. «È tranquillo, consapevole di star bene» rassicura Morini. «Sa che si gioca qualcosa di importante. Sarà dura. Basta guardare le batterie, che gente c'è, vien quasi lo sconforto da quanto sono forti, ma anche Gabriele lo è». Scorrendo la lista degli otto in batteria ecco l'australiano Mack Horton (quest'anno miglior tempo 3'41''65), ecco l'inglese campione mondiale James Guy (3'43''84), ma ecco Detti con (3'43''97). «Dura, ma abbordabile da lui», tranquillizza il tecnico. E dopo ancora più dura. Perché a missione compiuta troverà il misterioso cinese Sun Yang, campione olimpico in carica nei 400 e 1500, e gente del calibro di Connor Jaeger. «Sì, dai sto bene» ripete Superman, «andiamo a spaccare il mondo», si carica, sa di aver nuotato quest'anno tre volte in 3'43'' e soprattutto sa che l'Italia del nuoto si alzerà di notte per lui «lo facevo anche io per i Giochi di Pechino, avevo 13 anni, volevo guardare Federica e gli altri...».

Già, gli altri. Come e soprattutto la Fede d'Italia anche lei in acqua stanotte nella 4x100 in attesa di giocarsi tanto nella sua gara, i 200 (terzo tempo stagionale, 1'54''55, dietro al 54''34 della Sjostrom e il 54''43 di cannibale Ledecky). E come il più atteso di tutti, Gregorio Paltrinieri, ancora a Santos per rifinire la preparazione, «tutto procede al meglio, Greg si lamenta di una leggera stanchezza, ma fa tempi straordinari... per cui domani arriverà qui e inizierà la fase di riposo» rassicura Morini. E poi i ragazzi su cui si possono spendere pensieri belli, su tutti Luca Dotto, nei 100 stile (47''96), 3° tempo stagionale dietro all'australiano McEvoy (47''04) e al solito americano Adrian (47''72).

Obiettivo minimo della spedizione? Con tutti i toccaferro del caso, tre medaglie. Quella il cui colore non si può ancora capire di Fede. Quella che per magia Superman potrebbe regalarci stanotte. E quella il cui colore tutti immaginiamo ma guai a dirlo sennò Gregorio s'infuria.

Commenti

giovauriem

Sab, 06/08/2016 - 10:47

carissimi olimpionici , meno chiacchiere e più (medaglie)fatti .