La superSky fa il pieno Thomas primo in giallo Froome vola, Aru a 40''

Valverde cade e va a sbattere: Tour già finito Cedono anche Porte e Quintana. Trentin 5°

È probabile che metà degli italiani siano anche contenti, visto che la prima maglia gialla del Tour è finita sulle spalle di Geraint Thomas, pluridecorato della pista, campione olimpico con il quartetto, corridore gallese di stanza a Cardiff, città che evoca pensieri beffardi a molti antijuventini.

È più verosimile, però, che da ieri sera tutti gli italiani che seguono il ciclismo e molti corridori che hanno ambizioni di maglia gialla siano molto meno ottimisti, visto come sono andate le cose. Il gallese Geraint Thomas vola ad oltre 52 km orari su una strada resa sapone dalla pioggia battente e divora i 14 km in un amen: 16 minuti e 4. La crono di apertura di Düsseldorf è un esempio di forza e tecnica, da parte di Thomas e di tutta la Sky che, come temevamo alla vigilia, fa quello che vuole piazzando la bellezza di quattro corridori nei primi dieci.

La prima maglia gialla del Tour de France 2017 finisce a questo ragazzo gallese, che l'Italia ha appena fatto in tempo a conoscere all'ultimo Giro d'Italia, quando incolpevolmente è finito gambe per aria in quella maxi-caduta provocata da una moto della Polstrada ai piedi del Blockhaus, e che gli è costata cara tanto da dover fare i bagagli, pochi giorni dopo. «Ancora non ci credo, ma è una sensazione bellissima ha commentato a caldo il gallese fasciato di giallo per la prima volta in un Grande Giro -. Prima del via non ci avevo neanche pensato alla maglia gialla. È una grandissima giornata».

Per gli inglesi, con 4 uomini nei primi 10, è un autentico trionfo di squadra. Alle spalle di Thomas, lo svizzero Kung e il bielorusso Kiryenka. Deluso l'iridato Tony Martin che sulle strade della sua Germania si è dovuto accontentare del 4° posto. Il nostro Matteo Trentin ci fa sognare, con una prestazione di assoluto livello tecnico che lo porta a concludere la sua prova in 5ª posizione a soli a 10 secondi dal vincitore. «Mi sono preparato molto bene per questo Tour ha detto il corridore trentino che corre per la Quick Step, una formazione belga -. Il mio obiettivo era fare un buon tempo in modo da poter sperare, nelle prossime tappe, di dare la caccia alla maglia gialla».

Froome però non scherza, e conferma di stare bene, tanto da terminare la propria prova appena dietro a Trentin: 6° in 16'16, migliore tra i big di classifica. Difatti, la crono di Düsseldorf ci ha detto una cosa molto chiara: c'è la Sky, c'è Froome e poi il resto del mondo. Molto vicini tra loro tutti gli altri: Richie Porte, il tasmaniano che sogna di poter scippare il Tour al keniota, è quello che ha forse deluso di più, proprio perché abile quanto Froome nelle prove contro il tempo, non ha reso come avrebbe dovuto. Porte ha chiuso in 16'51, pagando quindi 35 al britannico. Quintana in 16'52, Aru in 16'56, Contador e Fuglsang in 16'58.

Molti i corridori che sono finiti a terra, traditi dalla pioggia: tra loro lo sloveno Roglic, che era indicato tra i favoriti nella crono inaugurale, ma soprattutto Alejandro Valverde, che è finito in ospedale ed è stato costretto al ritiro (sospetta frattura della tibia). Come lui, anche Ion Izagirre della Bahrain Merida è stato costretto al ritiro dopo essere caduto alla stessa curva.

Oggi 2ª tappa, da Düsseldorf a Liegi, frazione senza un metro di pianura, tutta su e giù, adattissima a chi ha voglia di attaccare. A chi ha voglia di sognare in grande. Sono in tanti ad essere lì ad una manciata di secondi da Thomas, tra questi c'è anche il nostro Matteo Trentin. Solo 10 lo separano dal sogno: vale quindi la pena provarci.