Gli svedesi d'Italia: "Così vi sgambettiamo"

Kraft, Helander e Rohden: «Noi siamo sereni, se voi uscite è una tragedia...»

In principio fu il Gre-No-Li, ovvero il trio svedese del Milan Gren-Nordahl-Liedholm. C'è sempre stata un po' di Svezia nella nostra serie A: da Hysen, Corneliusson e Stromberg negli anni '80 passando per Brolin e Andersson un decennio più tardi fino ad arrivare alla stella Ibrahimovic, che nel campionato italiano ha vestito le maglie di Juventus, Inter e Milan e vanta nella nazionale scandinava 116 gettoni (con 62 gol realizzati).

Oggi la colonia svedese si riduce a 4 calciatori: i difensori del Bologna Emil Krafth e Filip Helander, il centrocampista del Crotone Marcus Rohden (tutti e tre convocati dal ct Andersson per la sfida spareggio mondiale con gli azzurri) e l'attaccante del Benevento Samuel Armenteros. Krafth è il più presente in Nazionale (10 presenze, l'ultima il 7 ottobre nella goleada al Lussembrugo), poi c'è Rohden (9 e un gol alla Costa d'Avorio nel 2015). A San Siro, sede della gara di ritorno, con la maglia dei calabresi ha fornito un assist-gol a Falcinelli nella passata stagione. «Siamo consapevoli che sarà una gara difficile per noi, ma il Mondiale è quello che abbiamo sempre cercato e vogliamo conquistarlo», così il 26enne Rohden.

Solo tre le presenze di Helander - campione d'Europa Under 21 nel 2015 - due volte titolare con il Portogallo di Cristiano Ronaldo e Norvegia. «All'esordio in Nazionale maggiore contro Cristiano Ronaldo ero emozionatissimo - racconta il 24enne difensore rossoblù - Ogni bambino svedese sogna da grande di debuttare nella Nazionale. Peraltro giocammo una gran partita e la vincemmo pure, in rimonta, con un gol negli ultimi minuti». Ora l'Italia in una gara da dentro o fuori. «Che voi siate favoriti è fuori discussione, la squadra è piena di giocatori molto forti - dice ancora Helander - Il vostro punto di forza è la difesa, con Buffon e Chiellini su tutti. E poi davanti c'è gente che fa paura: Insigne, Immobile, Belotti... Ma noi abbiamo una chance affascinante e state sicuri che ce la vogliamo giocare».

Il ct Andersson sa il fatto suo: «È una persona che ci infonde grande serenità innanzitutto. Ha ricreato un gruppo nuovo, con tanti dei giocatori reduci dalla vittoria dell'Europeo Under 21, ha cementato il nostro spirito di squadra ed è un allenatore assolutamente competente. Ecco, il punto di forza della Svezia è il gruppo, siamo una squadra molto unita, solida, organizzata, con grande senso di responsabilità collettiva». Mancano però l'esperienza e i gol di uno come Ibrahimovic: «Non ha tanto senso parlare di lui, non c'è e quindi è meglio pensare a cosa abbiamo a disposizione. Paradossalmente siamo più squadra adesso senza la nostra stella, perché ci sentiamo tutti più responsabili e non c'è più lui che può risolvere le partite da solo».

Il debutto del 23enne Krafth tra i grandi della Svezia è avvenuto addirittura nel 2014, l'ultima da titolare è stata invece con la Norvegia nel giugno scorso. «Non so se è un vantaggio giocare il primo spareggio in casa contro l'Italia - dice il difensore del Bologna - Lo può diventare, a patto di vincere senza subire gol. Nel nostro paese c'è moltissima attesa per questa partita, ma va detto che comunque vada sarà una tappa del nostro processo di crescita come Nazionale giovane e ambiziosa. Per l'Italia è diverso, non andare ai Mondiali sarebbe un fiasco, verrebbe vissuto come una tragedia». Il compagno di squadra Verdi non ci sarà, nonostante i due gol nell'ultima giornata. «Della partita ne abbiamo parlato, con lui e con altri italiani, loro sono chiaramente convinti di passare, speriamo di fargli una sorpresa... Al calcio italiano devo comunque molto, sono sempre più preparato fisicamente e atleticamente. Questo è un campionato in cui agli avversari non devi lasciare neanche mezzo metro, sennò sono guai».