Svezia ammazzagrandi Dopo Olanda e Italia può far fuori i tedeschi

Senza Ibra, si affida al suo opposto Granqvist Il motto del ct: «La storia non va in campo...»

Italia-Germania, esiste una sfida più classica nel calcio mondiale? Sicuramente risponderebbe in maniera negativa anche il ct della Svezia Janne Andersson, che però con tutta probabilità aggiungerebbe: «Non è la storia che va in campo». Disse infatti così alla vigilia del play-off mondiale contro gli azzurri, aggiungendo che «la pressione è tutta sui nostri avversari, noi abbiamo fatto già più di quanto ci si aspettasse». Sappiamo tutti com'è finita. Oggi la sua Svezia ha la possibilità di mettere a segno una doppietta incredibile. Dopo l'Italia, estromettere dai Mondiali anche la Germania. Per la Mannschaft infatti un'altra sconfitta sarebbe fatale, ed è innegabile da che parte si riversi tutta la pressione, visti anche i (metaforici) ceffoni presi dalla stampa nazionale dopo la sconfitta contro il Messico.

Il paradosso della Svezia potenziale giant-killer è rappresentato dall'assenza del suo miglior giocatore di sempre, Zlatan Ibrahimovic, ritiratosi nel 2016 e volutamente non convocato in Russia, nonostante le ripetute aperture del diretto interessato, in Russia. Ma il Mondiale sta dimostrando che la formula 1+10 (un fuoriclasse dieci gregari) non funziona più (Portogallo a parte), e sotto questo profilo va sottolineata la coerenza di Andersson, che non ha ceduto alla mediaticità dell'ingombrante Ibra, preferendo rimanere fedele alla selezione che si è conquistata il pass per la coppa del mondo. Una squadra plasmata passo dopo passo da Andersson proprio a partire dal post-Europeo 2016, quando fu chiamato per rilanciare una nazionale che aveva dovuto fronteggiare il ritiro di sette giocatori.

Il simbolo della Svezia è un giocatore che può essere considerato l'anti-Ibrahimovic per eccellenza, ovvero capitan Andreas Granqvist. Roccioso centrale passato anche dall'Italia (dal 2011 al 2013 giocò nel Genoa), Granqvist è l'opposto di Ibra in tutto: personaggio poco loquace, carattere schivo e, ovviamente, un bagaglio tecnico da sufficienza stiracchiata, anche se una volta, in Olanda con il Groningen, segnò una rete maradoniana partendo dalla sua metà campo e saltando gli avversari come birilli. Due mondi lontanissimi, ma talvolta si può godere anche mangiando lo stoccafisso anziché il caviale, e infatti lo scorso anno Granvist ha vinto il Guldbollen quale miglior giocatore svedese del 2017, interrompendo il dominio sul premio esercitato da Ibra in maniera ininterrotta dal 2007.

La Svezia, che proprio grazie a un rigore di Granqvist guida la classifica assieme al Messico, è in apparenza l'avversario più indicato per una Germania bisognosa di ripartire dopo il flop messicano, proprio perché non possiede quelle caratteristiche di dinamismo e velocità che hanno fatto la differenza a favore della Tricolor nel match d'esordio. Ma contro il granito svedese sono già andati a sbattere in parecchi, dall'Olanda all'Italia. Polvere di stelle. I prossimi saranno i tedeschi?