La Svezia si inchina a Re Pellegrino

Lucia Galli

Vincere, non vincere più (per un po') e rivincere. Ecco il sapore più bello di essere tornato il primo della classe. Federico Pellegrino ha rotto il ghiaccio scuro che lo teneva lontano dalle prime posizioni, tornando padrone in una sprint di coppa del Mondo proprio a tecnica libera, sulla pista svedese che due anni fa gli regalò il bronzo iridato nella team, in condominio con Dietmar Noeckler. Latitudine scandinava, terra di Falun: da qui il Pelle torna Re Federico e si tinge di giallo, indossando il pettorale da leader di specialità.

«È un successo che vale tanto, mi fa capire che il treno è di nuovo sui binari giusti», ha detto il poliziotto valdostano. Fino ad oggi il ventiseienne aveva mandato giù tanta fatica e poca soddisfazione, covando anche qualche dubbio e un pizzico di ansia dovuta pure ad un piccolo infortunio rimediato a novembre, in tempo utile a fiaccare proprio l'inizio di stagione. Eccezion fatta per il secondo posto in val Monastero, nel Tour del ski, Pellegrino sembrava aver iniziato la stagione a caccia d'autore. Che ieri fosse cambiato qualcosa lo si è capito fin dalle qualifiche, chiuse col secondo tempo. Nelle batterie Pellegrino ha mangiato gli avversari, chiudendo la semifinale primo. «Sono partito con fiducia, senza spendere troppe energie». Lo scoglio successivo aveva il volto norvegese di Emil Iversen, Sindre Skar e Johannes Klaebo, insieme agli svedesi Oskar Svensson e Teodor Peterson. Grinta mediterranea contro attacco iperboreo: Pellegrino non ha avuto dubbi e ha chiuso in spaccata e con la voglia di dimostrare di aver cambiato pelle. «In finale ero ancora fresco: mi sono ritrovato al quinto posto e pensavo di non farcela. Invece mi sono lanciato, dando tutto». Per lui questo è il nono sigillo in carriera, ma anche il più importante, a poche settimane dai Mondiali di Lahti dove la sprint si disputerà proprio in pattinato. «Ora sento di avere resistenza e spunto, proprio quello che ci vorrà ai Mondiali. I nordici sono battibili».

Ora il valdostano, meno interessato quest'anno alla Coppa, salterà la prossima tappa coreana e si ripresenterà a Otepaa. Pellegrino guida la classifica di specialità con 259 punti davanti a Skar (220) e al russo Ustiugov (202), mentre la generale vede al comando il norvegese Sundby con 1218 punti contro i 981 di Ustiugov e i 741 del finlandese Heikkinen.