Tavecchio ora torna in campo

Il Tav è pronto ad affrontare questo secondo campionato da numero uno del calcio italiano

Carlo Tavecchio, ci risiamo. No, stavolta nessun'altra battuta politically incorrect sulla falsa riga di Optì Pobà e company. Il presidente della Figc ha imparato a sue lacrime e spese l’insostenibile peso delle parole pronunciate un po’ alla carlona. Il Tav è pronto ad affrontare questo secondo campionato da numero uno del calcio italiano, dopo aver percorso con umiltà e successo i binari tortuosi delle riforme che, proprio come accade in Parlamento, devono dribblare una schiera di emendamenti prima di superare la linea di porta. A proposito, la Goal Line Technology è la grande novità 2015/2016 voluta fortemente da Tavecchio per abortire finalmente qualsiasi aspra polemica sulla rete o non rete. Una virata storica nel mondo pallonaro che dovrebbe relegare il capitolo Muntari nel libro delle fiabe intitolato “Non c’era una volta la tecnologia in campo”.

Altra proposta convertita in legge è il limite delle rose a 25 componenti con l’obbligo dell’utilizzo di calciatori cresciuti nei vivai: in un’epoca in cui i piedi acerbi o si dirigono all’estero o restano a bordo rettangolo a favor di straniero, la riforma tavecchiana giunge provvidenziale. Del fallimento Parma che ha mandato in tilt buona parte dello scorso girone di ritorno non vorremmo più vedere il benché minimo riflesso, per questo confidiamo che l’introduzione degli indici economici nei bilanci dei club funzioni con la precisione di un cecchino. Anche se quel Genoa estromesso dalle coppe per ragioni affini a quelle emiliane non è che ci lascia proprio così tranquilli. Tavecchio si è poi accorto che in Italia c’è qualcuno più guascone di lui, e cioè il presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli, autore dell’infelice frase sulle lesbiche (un’altra “tavecchiata” dicevano), e che al mondo c’è qualcuno più criticato di lui, Joseph Blatter, al quale don Carlo ha ritirato la fiducia quando l’autocrate Fifa non intendeva abdicare nemmeno a prova di tangente. Ma la prima cosa che Tavecchio ha fatto in Figc è il pressing alto su Antonio Conte: convinto a suon di sponsor a ereditare una Nazionale uscita a brandelli dal Mondiale brasiliano, l’ex allenatore della Juventus non sembra ancora a proprio agio con l’azzurro addosso. E ogni volta che si parla delle sue possibili dimissioni, in particolare dopo il rinvio a giudizio per l’arcinota saga del calcioscommesse, Tavecchio si alza dalla poltrona e lo rimette a sedere in panchina. Riuscirà a tenerlo lì almeno fino agli Europei?