Il tema mobilità nella morsa delle tante beghe

di Pierluigi Bonora

L e vendite di automobili galoppano, seppur sempre sotto l'effetto di qualche «droga», e le previsioni per il 2016 sono ottimistiche. Fca ha finalmente sdoganato la nuova Alfa Romeo Giulia, riportando i riflettori di tutto il mondo sul marchio del Biscione e sull'auto «made in Italy». La tornata elettorale per le amministrative ha fatto sparire dal linguaggio dei politici frasi come «bollo da abrogare» o «interventi sulla mobilità green». Di questi temi se ne è parlato in abbondanza, a proposito e a sproposito, fino a qualche settimana fa. Quindi, il silenzio. Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima. L'argomento auto viene solitamente tirato in ballo alla vigilia di tornate elettorali, quando c'è da tassare qualcosa o nel momento in cui bisogna mischiare le carte in tavola, come nel caso dell'idea di spostare il costo del bollo sulle accise a carico dei carburanti. Si crea un po' di dibattito, si illude chi ritiene che l'ipotesi sia positiva e si fa arrabbiare chi la pensa diversamente. E poi? Tutto finito, o quasi. Nei prossimi giorni dovrebbe riunirsi, per la seconda volta, il tavolo (ennesimo) sulla mobilità green che gode della «sponsorizzazione» della presidenza del Consiglio dei ministri. La domanda che ci si pone è questa: riuscirà la discussione a prevalere sul dibattito sempre più incandescente in vista dei ballottaggi in programma il 19 giugno? Insomma, la prospettiva di realizzare un piano organico per far crescere la mobilità green, grazie anche al fattivo contributo delle Case automobilistiche, troverà una risposta veloce? O bisognerà attendere un altro momento? Dopo le amministrative, e le vacanze estive, ci sarà il referendum sulle riforme costituzionali. E per parlare, e soprattutto decidere sul futuro dell'auto e della mobilità in Italia, gli spazi saranno sempre meno. In un battibaleno arriverà il 31 dicembre. E la ruota continuerà a girare. Per affrontare e risolvere i problemi occorre, prima di tutto, la volontà politica. A volte si esagera, come la Norvegia che dal 2025 vuole vietare la vendita di macchina a benzina e gasolio (i costruttori come reagiranno? altri Paesi seguiranno l'esempio?), ma quello che all'Italia manca è la pianificazione concreta di un progetto, con date di attuazione e risorse chiare da impiegare. Vediamo cosa accadrà da qui alle prossime settimane. Nel frattempo, godiamoci, in questa e nelle pagine Motori a seguire, una serie di articoli che parlano di automobili sportive e soprattutto a «cielo aperto». La voglia di vacanze è tanta, la passione per le belle auto anche. Automobili e ambiente possono andare a braccetto.